IN UN GIORNO DI PIOGGIA

DSC_0589E’ stato necessario un sabato di pioggia incessante per rallentare la frenesia che ha caratterizzato le mie giornate negli ultimi mesi. Il tempo, quando gli impegni di vita e lavorativi sono così numerosi, sembra davvero volare, esattamente il contrario di quando si attende con ansia il bel tempo. Ma non tutto il male vien per nuocere: questa breve pausa, infatti, mi regala l’occasione per riepilogare alcune esperienze appena trascorse, pianificare al meglio i miei progetti futuri e, soprattutto, per qualche seduta di intenso allenamento capace di creare sempre nuove motivazioni.
L’anno è iniziato con un’intensa settimana di arrampicata in Istria nella vicina Croazia, luogo ancora tutto da scoprire e valorizzare. Accompagnati dall’amico Andrea Polo, ottimo scalatore e ancor più chiodatore di molti siti in questa regione, abbiamo iniziato il tour in quel di Medveja.
Qui la roccia è veramente super, muro strapiombante con canne, buchi, tacche e roccia gripposa. Nella ventosa e gelida giornata, dopo un breve riscaldamento, mi attacco subito a The Core, via liberata da Klemen Becan qualche anno fa, per cui proponeva il grado di 9a, poi sgradata nella prima ripetizione di Andrea Polo a 8c+. Nel primo giro di perlustrazione assaporo subito la qualità della via. La prima parte, il duro del tiro, è caratterizzata da una sequenza intensa su una stretta canna che è necessario strizzare con mani e piedi, stile orango tango, per rimanere attaccati. Una grande nicchia, poi, offre un riposo totale per riprendersi dalle fibrillazioni dei metri precedenti. La seconda parte, invece, è una super placconata grigia di resistenza con passi tecnici e allunghi, mai banali, che portano fino alla sommità della parete.Silvio1
Si può fare… dopo un breve riposo riparto per il secondo tentativo, ma cado sulla sequenza chiave! Troppo freddo e tardi per un ulteriore tentativo, un bel piatto di riso col pesce ci aspetta per ricaricare le pile e ricostituire un po’ di calorie consumate nella giornata. Il giorno successivo il freddo è ancora molto rigido; quasi per allontanare l’idea dalla testa, faccio un super giro sulla via in maniche corte. Passo il duro della via ma, a pochi metri dalla catena, mi scivola un piede, facendomi cadere. Niente paura!! Sgranocchio una barretta e, con calma, riparto. Combatto con il freddo e la fatica ma questa volta arrivo in catena, salutato dall’ultimo raggio di sole che sta lasciando la falesia a bordo mare.
Medveja è sicuramente una falesia a 5 stelle, con vie prevalentemente dure e una scalata di forza-resistenza. Congratulazioni ai fratelli Polo e ai ragazzi che hanno contribuito a chiodare questo piccolo gioiello di roccia!
Alla sera è dunque il momento di spostarci e ci addentriamo nel territorio Istriano verso Buzet. Questa conca offre, nell’arco di 20 minuti di macchina, tantissime e svariate falesie per le diverse stagioni dell’anno. Per i periodi più caldi c’è il canyon di Buzet con alcuni settori esposti a Nord e tantissime vie con varie difficoltà. Per i periodi più freddi, invece, ci sono la classica Kompanj e la strapiombantissima Pandora. Il giorno successivo, quindi, decidiamo di scalare a Kompanj. La falesia è una lunga e assolata bastionata di calcare grigio-arancione, esposto a Sud e con una scalata prevalentemente verticale, o leggermente strapiombante, con liste nette. Qui, dopo un breve riscaldamento, alzo subito il tiro, provando l’8b di Roket max, aggiudicandomi la salita a vista. Dopo un’oretta di riposo decido di provare a vista un’altra via leggermente più difficile, l’8b+ di Hard sun, cadendo, però, ad un soffio dalla realizzazione. Ormai è tardi e i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno ci aspettano. Scendiamo dalla falesia accompagnati da uno dei più caratteristici e intensi tramonti della mia vita.foto Adriano Carnati_001
La sera trascorre veloce tra birre e una cena in buona compagnia. L’indomani, come giornata di riposo, ci dirigiamo alle terme di Istarske topiche, ansiosi però che arrivi il giorno dopo per scalare.
Spossati dai fumi bollenti del giorno precedente, ci dirigiamo l’indomani come cadaveri al muro di Pandora. Questa falesia è caratterizzata da una roccia color ocra su inclinazioni veramente importanti. Il muro, infatti, inizia leggermente inclinato per abbandonarsi, dopo pochi metri, ad un lungo soffitto dove i muscoli grossi sono la chiave per la riuscita delle vie. La falesia è esposta a Sud con alcuni tiri facili e una prevalenza di vie di grado 8, fino all’8c. Mi scaldo, dunque, su un classico 8a della falesia, avvertendo subito che il braccio non gira proprio. Non rinunciando a scalare, provo comunque qualche via a vista ma senza vincere la forza di gravità. Esausti dalla giornata poco fruttuosa torniamo verso casa. Sulla strada del ritorno ci fermiamo in Slovenia al campeggio della famosa Misja Pec per una buona birra rinfrescante. Tra un’indecisione e l’altra optiamo per rimanere un paio di giorni qui, trascorrendone uno in quel di Osp e uno nel settore più strapiombante di Misja Pec.
Consigliato da tutti, metto le mani su Histerya, l’8c+ di forza-resistenza che solca tutto il paretone centrale. Faccio un paio di giri cercando di trovare le soluzioni e il feeling giusto con la via. Veramente stanco dalle giornate di scalata dei giorni prima, decido di tornare a casa e lasciare la salita per una prossima volta. Nel mese successivo, così, faccio ritorno un paio di volte in quel di Misja per chiudere i conti con il tiro e, finalmente, a inizio febbraio, al primo tentativo di giornata, riesco a clippare la catena di questa bellissima via! Non contento, nella stessa giornata, riesco al secondo tentativo sull’ 8c di Corrida, un’altra via che corre lungo tutto il paretone con due sequenze boulder intervallate da un buon riposo.
foto Adriano Carnati_006Nel passato raramente ho scalato “ad Est”. Indubbiamente la Croazia offre tantissima roccia di enorme qualità e i Balcani, in generale, saranno senza dubbio terreno di future chiodature perché qui la roccia abbonda sul serio! La tranquillità, lo scarso affollamento e la vicinanza di questi posti (due ore e mezza da Vicenza) la rendono sicuramente una delle mete più vicine a 5 stelle. In particolare, l’area di Buzet offre infinite possibilità per la scalata, con vie e settori eterogenei e per tutti. Il costo della vita è basso, questi luoghi regalano quindi anche la possibilità di una vacanza realmente low cost. I periodi migliori per frequentare l’area sono sicuramente l’inverno fino ad inizio primavera e l’autunno. Inoltre, se si cerca una falesia più popolare, Misja Pec e Osp sono proprio dietro l’angolo e qui, di certo, in quanto a tiri, c’è l’imbarazzo della scelta!
ertoSenza dimenticare i progetti nostrani, in Marzo riesco a fare ritorno nella falesia di Erto, invitato alla manifestazione Arrampichevolemente, organizzata dall’associazione Teste di Pietra. Colgo l’occasione, quindi, per ritornare su una vecchia conoscenza: The Big Mother, 8c+/9a. Questa via, provata per la prima volta nel 2010 e negli anni successivi con altri pochi tentativi, mi aveva sempre respinto. In tale occasione, però, complici anche le condizioni favorevol,i mi ritrovo in sosta a questa linea storica di Erto.
Con l’arrivo della primavera sono riuscito a tornare nella mia amata Arco e, grazie ai lunghi mesi senza perturbazioni, tutti i progetti e tiri in sospeso sono asciutti e mi lasciano l’imbarazzo della scelta su quello con cui iniziare. Senza pensieri parto su di un tiro provato per qualche giornata l’anno precedente, Back Road 9a, in una falesia di Rovereto. La via si caratterizza da una prima parte facile che porta ad un blocco duro su piccole liste che giustifica la difficoltà della via. I tentativi precedenti non mi avevano scatenato buone sensazioni, su quelle piccole e brutte prese non riuscivo a gestire al meglio il mio corpo. Ma quest’anno qualcosa di diverso accade, perchè già al primo giro riesco in tutti i movimenti senza grosse difficoltà. Al terzo tentativo di giornata cado all’ultimo passo della via, tra arrabbiatura per aver ceduto proprio alla fine e tuttavia incredulità nell’essere caduto così in alto. Mi faccio calare, incerto se approcciare un altro tentativo oppure rimandare il tutto ad un altro giorno. La voglia di scalare e di vincere è davvero forte e, così, dopo 15 minuti riparto: un po’ più stanco e tremolante, supero il blocco e passo la corda in catena, felice e incredulo di aver salito il tiro già al primo giorno. Le giornate di scalate successive sono dedicate ad altri progetti che, al contrario di Back Road, non si lasciano salire così facilmente; spero presto, quindi, che tutto questo sarà raccontato in un’altra storia.Silvio3
Quindi, ora, cosa mi aspetta? Giugno si prospetta un mese ricco di impegni e spero anche di soddisfazioni. Non solo di divertimento ma anche di lavoro e importanti appuntamenti. Nelle giornate del 26-27-28 Giugno, grazie all’associazione Chiodo Fisso, terrò uno stage di arrampicata: un appuntamento di tre giorni di scambio di esperienze ma, soprattutto, di grande divertimento verticale. Oltre alla mia esperienza come arrampicatore, sfrutterò la mia esperienza lavorativa di fisioterapista per parlare di prevenzione e infortuni in arrampicata sportiva. Vi aspetto!

AUTUNNO PRODUTTIVO

sfondoSembra proprio il clima autunnale, l’aria frizzante e, soprattutto, l’aderenza siano finalmente arrivati! Ogni arrampicatore sogna tutta l’estate questo periodo dell’anno quando vi sono quelle condizioni metereologiche durante le quali le vie sembrano più facili e le prese più tenibili.

10687984_10204910399227804_1663983703252805514_oAnche io, come tutti, ho dunque sfruttato questa ”finestra di aderenza” per salire alcuni tiri. Il primo sassolino nella scarpa me lo sono tolto salendo “Happy Milf”, 8c+. La via in questione si trova al Bus de Vela, a Trento; è stata chiodata dal lungimirante Valerio Ballardini e liberata da Gabriele Moroni. L’itinerario aspettava ancora la prima ripetizione. La storia con questa via è iniziata circa due anni fa, con alcuni tentativi molto buoni e vicini alla salita in libera. A causa di una presa bagnata, purtroppo, per un bel po’ di tempo non sono più riuscito a trovare le giuste condizioni che mi permettessero di salirla. A fine settembre di quest’anno ho deciso finalmente di far ritorno in questa fantastica falesia e, incredulo, ho trovato la presa tanto agognata decisamente asciutta. Un paio di giri per rimettere insieme le sequenze, pulire gli appigli e, infine, domenica 5 ottobre sono riuscito nella salita. La via ha uno sviluppo di 25 metri con uno stile boulderoso alternato a buoni riposi. Il primo crux è caratterizzato da alcuni passaggi dinamici costellati di belle strizzate su piccole tacche sfuggenti. Il secondo blocco, invece, consiste in una brutale lolotte tra due canne che ti costringe a smontare, lì su due piedi, anche e ginocchia per trovare la giusta posizione! Sono veramente felice di aver salito questa via perchè era da tempo che aspettavo le giuste condizioni e alla prima occasione non ho mancato il colpo!

Ma non finisce qui. La parentesi riguardante la prossima via è stata aperta e chiusa nel giro di poche settimane.

ph: Michele Bort

ph: Michele Bort

Sto parlando di “Underground” nel settore Pueblo di Massone, ad Arco, una delle vie più famose al mondo e che ogni climber conosce.  Qualche estate fa, più per curiosità, mi ero concesso un giro su questa via tanto particolare, non riuscendo, tuttavia, a impostare alcuni movimenti. Quindi, l’avevo accantonata per un po’, ritenendola troppo dura per quel momento. A settembre di quest’anno, invece, sono tornato a provarla con più convinzione e, probabilmente, una migliore forma fisica. Fin dal primo giro ho provato buone sensazioni, riuscendo a risolvere tutti i singoli della via, seppure sentendomi ancora distante dal mettere insieme tutti i movimenti. Complice il brutto tempo che ha bagnato alcune prese, ho deciso di concentrarmi sull’allenamento e, in modo specifico, sul potenziamento della forza. A metà ottobre mi sono riaffacciato su questa linea di roccia con una forma fisica ottimale e, soprattutto, con buone condizioni climatiche. Underground è decisamente una via strapiombante caratterizzata da una scalata atletica su buone prese e resa dura da due filtri, uno a metà via e uno in uscita. Nei vari tentativi le maggiori difficoltà le ho incontrate sul primo blocco, dove utilizzavo un metodo forse più aleatorio ma a me più congeniale per controllare meglio i movimenti. La seconda parte, invece, è sempre filata via abbastaza liscia, anche se la lotta contro la ghisa è stata la costante di tutti i tentativi. Finalmente sabato 24 ottobre riesco a passare il primo filtro e, sfruttando al meglio i riposi della via, gestisco bene la salita, ritrovandomi velocemente in catena. Sono molto soddisfatto di questa realizzazione perchè trovo difficoltà nello scalare su di uno stile molto fisico e strapiombante.

ph:Matteo Pavana

ph:Matteo Pavana

La stagione “hot” è appena cominciata, quindi spero, a breve, di raccontarvi di altre salite! Nel frattempo vi saluto con il filmato integrale della salita di Underground. Buona visione e infinite scalate!

Un passo dietro l’altro

PaoloSartori-1845Sono già trascorsi cinque mesi dall’inizio dell’anno e mi rendo conto ora che, a causa del mio amato girovagare dell’ultimo periodo, manchino non pochi aggiornamenti sul blog. Ed eccomi qui, allora, a rimediare! Costretto a letto da una “bella” influenza, ne approfitto per raccontare un po’ quel che è stato e forse quello che sarà.

Dal punto di vista arrampicatorio sono stati mesi ricchi di soddisfazioni ma anche di tantissimi kilometri macinati via terra e non solo. Quel che è certo è che ormai il meccanico mi veda una volta a settimana per il tagliando!!!

Ma partiamo con ordine. 

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A inizio febbraio, dato che il tempo italiano non prometteva nulla di buono, sono partito insieme a un gruppo di amici verso terre straniere, destinazione: Catalunya! A chi ricorda la mia ben più lunga trasferta dell’anno scorso dico già che questa nuova avventura è stata tutta un’altra storia, da molti punti di vista, ma di certo questi luoghi riservano sempre  un’energica e indimenticabile immersione tra sole e roccia. Molte altre vie dure mi attendevano, così scalo per di più a vista, portandomi a casa diversi 8b e in particolare l’8b+ di Super Vixens a Margalef . Quest’ultima di gran soddisfazione, dato che è il primo 8b+ salito da me in questo stile. La via è molto intensa con sequenze lunghe alternate a discrete decontrazioni, una linea dove l’indecisione si paga! Questi frequenti assaggi di roccia spagnola mi arricchiscono ed entusiasmano sempre a tal punto che, ogni volta di più, mi convinco questa sia davvero una meta intramontabile nel panorama dei climbers di tutto il mondo.

_R0A7511Rientrato dal mini-trip in Catalunya ho dedicato alcune settimane all’allenamento al fine di trovare la forma necessaria per chiudere il capitolo di alcuni tiri lasciati in sospeso l’anno scorso. In particolare mi riferisco a quel progetto al Covolo provato in autunno che mi aveva sempre respinto senza possibilità di successo. A marzo quindi, dopo una buona preparazione fisica, sono tornato ad affrontare questa bellissima linea con tanta convinzione ma anche, non lo nascondo, carico di una certa ansia.  Quasi inaspettatamente, in pochi giorni, ogni tentativo mi avvicinava di più alla conquista della via fino al magico momento in cui, quasi senza rendermene conto, sono riuscito a liberare la più dura linea della mia vita verticale: The Ring of Life, 9a/a+. Ho chiuso così il cerchio di questa via con una soddisfazione e  una gioia immense, indescrivibili, arricchite dal pensiero di poter regalare al Covolo un itinerario ancora più duro.

Con l’arrivo della primavera sono tornato in quel di Arco. Ormai con questa località sto instaurando uno stretto legame, per la vicinanza da casa, per la quantità di roccia disponibile ma anche e soprattutto per l’ambiente e le persone che fanno da sfondo alle mie giornate verticali. In Aprile riesco quindi nella terza salita di Biologica, il 9a chiodato da Loris Manzana, liberato dal talento Ceco e ripetuto dal nostro Moroni nazionale.  Una via molto boulderosa con passaggi di spiccata sensibilità.
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Nello stesso mese, durante le vacanze pasquali, ho fatto poi ritorno in Frankenjura, unica meta con alta pressione durante quel periodo. Qui sono riuscito a salire gli 8c di Odd fellows e Steinbock, il primo tecnico e di dita su un muro verticale, il secondo corto e di gran forza esplosiva su un severo tetto a buchi. Ma la ciliegina sulla torta è stata Battle cat, 8c+. Su quest’ultima, infatti, avevo già fatto un paio di giri l’anno scorso ma senza alcuna possibilità di salita. Questa volta, invece, già al secondo giro ho chiuso i conti con questa bella via di resistenza (una delle poche in Frankenjura!). Una settimana veloce ma rivelatasi davvero fruttuosa.

 Neanche il tempo di sistemare il furgone che si riparte! Il week-end successivo, infatti, partecipo alla manifestazione del “Melloblocco”, appuntamento annuale immancabile non solo per lo stimolante confronto con tanti forti arrampicatori ma anche per il clima sempre così allegro e accogliente che lo contraddistingue. Quest’anno per me è stata più una “toccata e fuga”, dato che sono riuscito ad essere presente a solo 2 dei 4 giorni di manifestazione. Per fortuna sono state due giornate di sole splendente che mi hanno permesso così di scalare e sfogarmi sui boulder gara a pieno ritmo. Con la pelle brasata chiudo la manifestazione risolvendo 5 blocchi gara e attorno ad una tavolo, davanti a una pizza fumante, si conclude così un’altra intensa esperienza tra amici, in una delle valli più spettacolari io sia mai stato.
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La settimana scorsa, infine, ho partecipato al “San Vito Climbing Festival” che si tiene in Sicilia (San Vito Lo Capo), ogni anno in questa stagione. Sono sceso in questa ridente terra per rappresentare il mio sponsor LaSportiva all’evento e illustrare al pubblico del Festival il film, finalmente ultimato, sull’avventura sarda di “La Sportiva Bloc Scouting” . Non ero mai stato in Sicilia prima e sono stato realmente colpito dalla quantità e dalla qualità di roccia di quest’isola.L’area offre ancora un immenso potenziale e spero che, nei prossimi anni, possa diventare luogo di riferimento in Italia e nel mondo come un’altra famosissima isola, Kalymnos. Qui di seguito un po’ di link per informazioni, anche su chi rivolgersi nel luogo.

http://www.sanvitoclimbingfestival.it/

https://www.facebook.com/pages/Ymca-Climbing-House-San-Vito-Lo-Capo/638269666231032?fref=ts

http://www.up-climbing.com/it/libri/guide-d-arrampicata/nuova-cartoguida-san-vito-lo-capo-custonaci-2014-san-vito-climbing-festival

Adesso mi aspetta qualche altro giorno di forzato riposo per riprendermi da questa influenza, poi inizierò una nuova fase di allenamento per prepararmi alle tante vie che aspettano ancora di essere salite!franken

LA SPORTIVA BLOC SCOUTING E FINE DELL’ANNO

sarde2sard8Si è concluso un altro anno, carico di esperienze, avventure, ricco di gioie ma anche di qualche delusione. Complessivamente direi un anno caratterizzato da importanti cambiamenti di vita. Tante le vie salite e provate, ma soprattutto tanti i ricordi e le emozioni legati, ai singoli giorni e ai numerosi viaggi vissuti.

L’ultimo tra questi è stato il “La Sportiva Sardinia Bloc Scouting” in Sardegna. Con alcuni degli atleti La Sportiva, sono partito a Novembre, in direzione Sardegna, con l’intento di sviluppare alcune nuove aree boulder in questa felice isola baciata dal sole. La comitiva diretta dal mitico Pietro Dal Prà, in circa una settimana ha pulito e liberato circa 130 passaggi dal 4° al 8a+ boulder, in tre diverse zone nel territorio della Gallura.

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Le settimane precedenti al viaggio, Pietro e alcuni local avevano già cominciato a pulire numerose aree, agevolando il lavoro di noi atleti. La prima zona che ci attende è La Cerra, una ridente collina con passaggi di media difficoltà, la cui roccia è un granito a grana grossa. Alla base della collina si trova un accogliente agriturismo che fungerà da base strategica per trasferte di più giorni.

sard3La seconda area che visitiamo è Monte Pulchiana, territorio dalle grandi potenzialità con ampia disponibilità di roccia e passaggi. L’intero territorio è infatti disseminato di imponenti sassi granitici a forma di uovo. Anche qui numerosi sono stati i passaggi liberati e puliti: highball, linee trad, placche, strapiombi, in poche parole un parcogiochi con diversi tipi di attrazione.
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Anche qui si può alloggiare in un bell’agriturismo; il gestore, Alberto, sarà felicissimo di ospitare tutti gli arrampicatori che volessero cimentarsi in questa area boulder. All’agriturismo infatti sono disponibili la guida della zona, con tutti i blocchi puliti e liberati, e alcuni crash pad pronti per l’uso.

Anche in quest’area la roccia è un granito a grana grossa. La scalata è principlamente fisica su prese piatte, le liste scarseggiano ma quelle poche che ci sono, bisogna veramente stringerle tanto.

sard4Terza area a cui accediamo è l’isola della Maddalena. Qui vi sono numerosi passaggi aperti negli anni passati e quindi, nell’unica giornata a disposizione, meno sono i passaggi liberati. La grana qui è più fina, ma la quantità di roccia è sicuramente inferiore.

La Sardegna penso offra ancora un enorme potenziale di altissima qualità. Il sole, il vento e le temperature miti, creano un clima favorevole per vacanze invernali. L’ospitalità delle persone e la buona cucina fanno da ottima cornice alle giornate arrampicatorie. Speriamo che, grazie al sassolino scagliato da La Sportiva, l’isola venga riconosciuta e apprezzata anche come meta invernale dal popolo verticale.

Vorrei ringraziare infine La Sportiva per avermi coinvolto in tale avventura, tutte le persone che hanno preso parte a questo Trip esplorativo ma un ringraziamento speciale va ai ragazzi sardi che ci hanno preceduto e aiutato nella pulizia di queste nuove perle del boulder.

Il rientro a casa mi regala una vera soddisfazione: salgo infatti Super Ale, un 8c+ già da me ripetuto nel 2010 ma che, dopo la rottura imprevista di una presa, non ero più riuscito a risolvere.

E ora inizia un nuovo anno; tra gennaio e febbraio farò ritorno nella tanto amata terra Catalana per qualche settimana di sole e roccia in compagnia. Mi auguro che anche quest’anno si riveli positivo e ricco di soddisfazioni.sard1

CAMPIONATO ITALIANO

ci1Come promesso nell’ultimo post, eccomi qui a raccontarvi un po’ del Campionato Italiano Lead 2013, svoltosi lo scorso sabato in quel di Torino. Questa competizione è stata l’unica a cui ho deciso di partecipare quest’anno per le mie note posizioni nei confronti della FASI. Purtroppo,  i cambiamenti di vita (da un punto di vista lavorativo) e i tanti spostamenti non mi hanno permesso di arrivare a questa stagione nella forma sperata ma, nonostante ciò, ho cercato anche in questa occasione di esprimermi al meglio. L’esordio torinese non è stato purtroppo dei più accoglienti: fin dall’arrivo in palestra il clima mi è apparso molto teso e l’ambiente ostile, soprattutto grazie ad un certo atteggiamento di alcuni tecnici della Federazione. Ancora una vola, infatti, mi imbatto in un confronto con un mondo che ho tanto amato ma che si rivela sempre distante eticamente dal mio concetto di sport. Oltre, quindi, alla usuale tensione pre-gara mi ritrovo a gestire momenti di difficile comunicazione che avrei ritenuto più intelligente affrontare con altra modalità ma, soprattutto, in altra sede. ci2Pertanto, in semifinale, scalo decisamente sotto pressione e non riesco a gestire la via come vorrei. Nonostante l’insoddisfacente prestazione riesco ad accedere alla finale. Durante l’isolamento vivo ancora qualche momento di tensione ma con la consapevolezza e il desiderio di volere uscire a testa alta da questa competizione. Nei primi movimenti della via di finale scalo contratto e avverto una certa agitazione, ma da metà itinerario in poi, grazie anche all’incitamento di un pubblico caloroso, mi sciolgo e comincio a sentirmi sempre più fluido e forte. Supero così le sezioni intense, sentendomi pienamente a mio agio e sfruttando al meglio le decontrazioni della linea. Cedo all’ultima presa con un urlo liberatorio. Alla fine della gara salgo sul podio al secondo posto, dietro solo a Stefano Ghisolfi e tutto per una singola presa. ci3Posso dire che sono estremamente soddisfatto e felice, non tanto e solo per il risultato ottenuto, alquanto inaspettato considerata la scarsa forma fisica, ma soprattutto per come sono riuscito a tramutare un carico psicologico così limitante in una salita appassionata, energica ed efficace. Mi sento davvero di aver messo il cuore mentre scalavo e che, tra i diversi risultati positivi conquistati finora, questo sia decisamente quello per me più significativo!

 

THE “HOT” SEASON

6195_10151466980020636_984380357_nCi inoltriamo finalmente nel periodo “caldo” dell’anno, non tanto per le temperature quanto per la ricchezza di appuntamenti offerta dai mesi autunnali.

Si perde il conto delle ore trascorse al volante e dei chilometri così macinati. Ma andiamo con ordine.

Oltre i vari appuntamenti e manifestazioni a cui ho partecipato sono riuscito a dedicare qualche fine settimana alla roccia per spellarmi le dita e chiudere i conti con qualche via.

A fine settembre ho fatto ritorno alla falesia di Nago per salire l’ultimo progetto che rimaneva inconcluso: Mangusta, 8c. Dopo aver posizionato i rinvii risolvo subito questa bellissima linea di forza/resistenza made Rolando Larcher.

ffn2Il week-end successivo invece sono impegnato nella stupenda manifestazione di “Finale for Nepal”, insieme al mio sponsor La Sportiva. Nella prima giornata si è svolto il boulder contest una gara boulder ad autocertificazione. Concludo la competizione al primo posto, chiudendo la finale, tracciata da Mr Christian Core, al primo tentativo.

Il giorno successivo non c’è tempo per rilassarsi perché è il momento della Climbing Marathon, una gara a coppie in falesia. Vi partecipo insieme all’amico Simone Raina. Arriviamo in falesia ovviamente ben oltre l’orario di inizio dell’evento ma in poche ore maciniamo un bel po’ di tiri. Mi aggiudico anche la salita al secondo tentativo di Cucco in alto, un affascinante 8b su di una prua strapiombante. Simo ed io alla fine, grazie alle vie che abbiamo salito, ci aggiudichiamo il secondo posto della categoria Top.

Nel pomeriggio, in un’ampia sala gremita di gente, presento il film “NoSiestaSpainTrip”, questa volta non accompagnato dal mio amico e compagno d’avventure Gabriele Moroni. finale for nepalPubblico attento e curioso; infatti, dopo la proiezione, numerose sono state le domande, il che mi ha permesso di sviluppare diversi argomenti. Una manifestazione ben riuscita che ha saputo creare un sereno clima di festa…grande Finale!!!

foto Vertical Eye

foto Vertical Eye

Neanche il tempo di respirare e ci si rimette in moto. Infatti, il giorno successivo, si parte alla volta del Kalymnos Climbing Festival. La manifestazione, organizzata da The North Face, si articola in più giornate con la Project Competition e la Climbing Marathon. Nella prima, dove ho partecipato anche io, si sono confrontati alcuni tra i più forti scalatori al mondo. Dopo i due giorni di gara concludo con due vie salite. Meeting vinto dal sorprendente Alex Megos che in poche ore chiude tutte le linee con incredibile disinvoltura. Alla sera del sabato grande festa con tanto di tuffi inaspettati in piscina per concludere in bellezza l’evento marchiato The North Face. I giorni successivi, oltre a recuperare un po’ le forze con relax, sole e mare, visitiamo qualche settore dell’isola. Mi porto a casa così l’8b delicato di Indi Watana e l’8b+ boulderoso di Nadir.

foto Matteo Mocellin

foto Matteo Mocellin

Martedì 15 ottobre sveglia all’alba per far ritorno in Italia. Il tempo per rilassarsi è ancora lontano. Arrivati all’aeroporto di Bergamo io e Gabri (presente anche lui al meeting di Kalymnos) ci fiondiamo a Vicenza dove la sera stessa ci attende nuovamente la presentazione del “NoSiestaSpainTrip.

Il week-end successivo mi ritrovo ancora al volante, destinazione: Arco. Nella giornata di sabato riesco nella salita di Halebop, un 8a+ placcoso e di Bibita Biologica, un 8c molto intenso. Dopo qualche birra, il giorno successivo, si riparte per tornare a Vicenza, concedendomi tuttavia una veloce visita al Covolo dove ho ancora un conto in sospeso con un bel progetto. Purtroppo, nonostante le sensazioni migliori, anche questa volta vengo respinto dalla via, rimandando ad un altro giorno la salita in libera.

sileaGiovedì 24 ottobre, sempre in compagnia di Gabri, mi reco al Silea Sport Center per presentare anche qui il film sul nostro tour spagnolo.

Gli appuntamenti, però, non sono ancora finiti. Infatti questo week-end sono stato impegnato nel Campionato Italiano Lead 2013 a Torino dove ho raggiunto il secondo posto nella classifica finale. Seguirà a breve un post dedicato appositamente a questa gara, perché avrei voglia di dedicarci un po’ di tempo per affrontare alcune considerazioni in merito.

Ora mi attende qualche settimana per concentrarmi sull’allenamento e prepararmi per gli appuntamenti dei mesi di Novembre/Dicembre. Tra questi, il tour esplorativo in Sardegna che mi vedrà impegnato a metà Novembre con il Team La Sportiva nella ricerca di nuovi blocchi e vie da poter scalare. Un viaggio che si preannuncia davvero interessante e ricco di avventura…

FERRINO, SUMMER EXPERIENCE 2013

paesaggioIl “Summer Experience 2013″ è un mini trip esplorativo organizzato dal mio sponsor Ferrino, in cui sono stato coinvolto la scorsa settimana.

L’avventura si è svolta nella Val Unghiasse, una valle Piemontese ancora inesplorata dagli arrampicatori fino ad oggi, grazie all’organizzatore e super climber Marzio Nardi. Insieme agli altri atleti Ferrino, Marzio e la nostra guida Adriano Trombetta mi sono recato in questo paradiso granitico tutto da scoprire per chiodare, aprire e valorizzare nuove e bellissime linee di scalata.

muliMartedì 3 Settembre si parte per questa fantastica avventura. La giornata è dedicata al trasferimento di tutto il materiale necessario per la settimana e all’allestimento del campo base. Per il trasporto del carico ci serviamo di due muli ma, considerato il carico sulle nostre spalle, distinguere uomini e animali è impresa difficile.

Dopo aver montato le tende troviamo anche  il tempo per scalare un po’; sono subito forti emozioni perché Adriano pulisce uno spigolo di 6 metri e in poco entrambi riusciamo nella salita.fer

FER2Mercoledì 4 Settembre è la giornata dedicata all’esplorazione del fondo valle che offre lunghe e alte fasce rocciose. Dopo un’ora di cammino con trapani, spit e  il resto del materiale inizio la chiodatura di un bellissimo spigolo. Adriano invece si occupa di attrezzare una fessura che corre vicino allo spigolo con una partenza in comune allo stesso. Dopo tre ore di lavoro e fatica iniziano i tentativi e in poco ci rendiamo conto che i primissimi metri sono privi di appigli, impedendo così la realizzazione della via. Un po’ scoraggiati e svuotati dal lavoro “inutile” ci dirigiamo verso il campo base imbattendoci però in una bellissima fessura strapiombante, proteggibile a friend. In poco, sempre grazie alla tenacia e determinazione della nostra guida, anche questo tiro è pronto. Lo seguo immediatamente realizzando la prima libera della via, come poi gli altri componenti del gruppo.

Giovedì 5 Settembre è l’ora di tornare con il trapano in mano e in poche ore insieme a Luca Rinaldi chiodiamo il bellissimo spigolo-traverso su un grande sasso a pochi minuti dalle nostre tende. La chiodatura avviene in una fitta nebbia che ci risparmia dal caldo facilitando il lavoro. Dopo un giro di pulizia parto realizzando anche la libera di questa bella linea che, per il tipo di scalata e per la situazione climatica, chiamiamo “Gorilla nella nebbia”. Nella stessa giornata decido di esplorare un altro po’ scovando, tra i sassi ammassati nella valle, qualche altra bella via capace di farmi sognare. Su tutte le linee immaginate, una mi colpisce in particolare. Uno spigolo arancione prosegue con una sottile fessura che si interrompe dove il sasso si appoggia. Sembra veramente una linea straordinaria e pure arrampicabile ma il lavoro di chiodatura e scoperta lo lascio al giorno successivo.gorilla

ioVenerdì 6 Settembre, dopo una veloce colazione, parto insieme ad Adriano e in poco tempo chiodiamo e puliamo questa fantastica linea. Calandomi non posso credere ai miei occhi, le prese ci sono tutte e cerco subito di immaginare le sequenze e come muovere al meglio il corpo per valorizzare i piccoli e distanti appigli. Già nel giro di pulizia le sequenze filano via tranquillamente. Nel secondo tentativo parto deciso e superando le difficoltà mi ritrovo all’ultimo difficile passaggio che tuttavia mi ferma, facendomi volare. Dopo altri due giri, cambiando method, riesco nella libera della via che chiamerò “Asso di picche”, nome suggerito dal film maker Lorenzo per la caratteristica forma a Picca del sasso che ospita questa linea strepitosa. La via, a mio giudizio, può essere valutata 8b.

Sabato 7 Settembre è l’ultimo giorno e insieme ad Adriano, Federica e Marzio mi dirigo nuovamente nelle distanti, alte e lunghe fasce rocciose dove qualche linea trad è ancora da scovare. In poco riusciamo nella salita del 7a+ di “Gang bang Finger” e poi libero “Rock slave”, una bellissima via su micro friend e nut che si sviluppa lungo una fessura di roccia a forma di falce. La valutiamo 7c nonostante i numerosi appigli bagnati che oggi rendono la via assai più complicata.

Anche questa giornata si conclude e l’ultima sera in valle trascorre sotto un’abbondante pioggia che di certo non preannuncia un rientro facile.

Il giorno successivo ci alziamo con grande motivazione e in poco tempo il campo è smontato. Con gli zaini in spalla e i muli carichi ci fiondiamo lungo il sentiero, portando con noi il ricordo e le immagini di queste bellissime giornate trascorse ad esplorare e sognare linee di roccia.

Voglio ringraziare Ferrino per aver regalato a noi atleti questa avventurosa opportunità, tutti i componenti del gruppo che hanno reso così intense le giornate, Adriano, instancabile motivatore e forza del gruppo, e Marzio Nardi, mente e spirito del trip.

Ora si ritorna a casa con qualcosa in più!!vallata

SUMMER

Agosto sembra veramente volare, le settimane stanno passando veloci senza che me ne renda conto.

Forse le giornate piene, gli allenamenti e qualche uscita in falesia rendono questo periodo senza grip molto più piacevole del previsto.IMG_1566

Qualche settimana fa, nel bel mezzo di  torride ore di caldo, ho fatto visita ad una falesia vicino Lavarone. In pochi giri  ho risolto il bellissimo 8c di “Mantieni la calma”, notevole tiro leggermente strapiombante con prese piccole e sfuggenti, da scalare a ritmo elevato per sfuggire alla ghisa che non tarda ad arrivare velocemente.

foto3La settimana scorsa invece ho deciso all’improvviso di tornare nella foresta del Frankenjura per passare qualche giorno a spellarmi le dita tirando quelle piccole tacchine e buchini molto dolorosi, in compagnia di Gabriele Moroni e Ema Gex.

Nei tre giorni dedicati alla scalata mi  sono portato a casa il bellissimo 8c ‘Cringer’ in tre tentativi. La via è caratterizzata da sezioni intense sempre su piccole e dolorose prese. Mi sono regalato anche la veloce salita al secondo tentativo del boulderoso 8b di ‘Underdog’.

Anche questa volta, come nella visita in primavera, ho lasciato in sospeso alcuni progetti, motivandomi ad allenarmi per una forma ottimale per i prossimi mesi.

Nella strada del  ritorno mi sono fermato ad Arco e, nonostante il caldo, ho risolto l’8c ‘5 Uve’, una via in forte strapiombo su prese buone, con una prima parte di resistenza e con un boulder finale su svasi.foto2

Questa settimana invece, sarò impegnato con il mio Sponsor Ferrino, che ha organizzato una Summer experience per noi atleti. Passeremo sei giorni in un luogo sconosciuto, ancora tutto da sviluppare, Boulder, vie trad e tanto altro ci aspettano. Potrete seguire l’avventura nel blog Ferrino:

http://rock-xp-rience.blogspot.it/

Dolomiti

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Le settimane di gran caldo e le giornate torride sono ormai la costante di questa estate. L’unico riparo sembrano proprio le montagne e quelle zone dove il clima è più favorevole all’arrampicata.

Dopo i tre giorni in cui sono stato impegnato alla fiera di  Friedricshafen per La Sportiva, che ha presentato il nuovo abbigliamento per il climbing che sarà disponibile dal 2014, ho deciso di trascorre qualche giorno al fresco nelle amate Dolomiti, per ricaricare le pile e riposarmi: mi attende una seconda parte della stagione ricca di appuntamenti e moltissimi progetti.

IMG_1338In particolare ho fatto visita alla bellissima falesia di Laste, tre enormi blocchi di calcare grigio e compatto che si affacciano di fronte alla Civetta. Una scalata molto tecnica dove la sensibilità di piede fa il suo grande lavoro. Qui mi sono concesso la bellissima salita dell’8a/a+ di ‘Perfetta’ e qualche altro tiro più semplice ma di grande soddisfazione.

Altra falesia visitata è stata Malga Ciapela, un altro sassone adatto per l’estate ai piedi della Marmolada. Dopo un breve riscaldamento ho deciso di provare il super tiro “Sorvegliare e punire”, 8b+ corto e intenso, liberato qualche anno fa dall’inesauribile Luca Canon Zardini.

IMG_1345Scovati i sistemi che più si adattavano a me grazie anche a qualche suggerimento, sono partito deciso nel secondo tentativo. Con grande foga e qualche vibrata ho superato i diversi passaggi duri cadendo però all’ultima presa della sequenza dura per un errato posizionamento. Poco dopo sono ripartito deciso e questa volta, senza sbagliare, mi sono portato a casa questa bellissima via. E ora, dato che le condizioni meteo continuano ad essere proibitive per l’alta difficoltà, mi dedico a qualche settimana di duro allenamento: mi aspettano i mesi più miti, intensi di scalate.

Ciao piccolo grande Tito

 

TitoTraversaUn fatto gravissimo, un macigno enorme caduto su una strada già molto stretta: il mondo dell’arrampicata.
Non servono molte parole, chiedersi tanti perché o per come è ora inutile. Forse il Silenzio e il ricordare Tito come un bambino con un’anima, un cuore che batteva di passione e una testa piena di sogni sono meglio di tante parole.       La scalata più dura inizia ora, per chi è rimasto.

Ciao Tito

Silvio