LA SPORTIVA BLOC SCOUTING E FINE DELL’ANNO

sarde2sard8Si è concluso un altro anno, carico di esperienze, avventure, ricco di gioie ma anche di qualche delusione. Complessivamente direi un anno caratterizzato da importanti cambiamenti di vita. Tante le vie salite e provate, ma soprattutto tanti i ricordi e le emozioni legati, ai singoli giorni e ai numerosi viaggi vissuti.

L’ultimo tra questi è stato il “La Sportiva Sardinia Bloc Scouting” in Sardegna. Con alcuni degli atleti La Sportiva, sono partito a Novembre, in direzione Sardegna, con l’intento di sviluppare alcune nuove aree boulder in questa felice isola baciata dal sole. La comitiva diretta dal mitico Pietro Dal Prà, in circa una settimana ha pulito e liberato circa 130 passaggi dal 4° al 8a+ boulder, in tre diverse zone nel territorio della Gallura.

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Le settimane precedenti al viaggio, Pietro e alcuni local avevano già cominciato a pulire numerose aree, agevolando il lavoro di noi atleti. La prima zona che ci attende è La Cerra, una ridente collina con passaggi di media difficoltà, la cui roccia è un granito a grana grossa. Alla base della collina si trova un accogliente agriturismo che fungerà da base strategica per trasferte di più giorni.

sard3La seconda area che visitiamo è Monte Pulchiana, territorio dalle grandi potenzialità con ampia disponibilità di roccia e passaggi. L’intero territorio è infatti disseminato di imponenti sassi granitici a forma di uovo. Anche qui numerosi sono stati i passaggi liberati e puliti: highball, linee trad, placche, strapiombi, in poche parole un parcogiochi con diversi tipi di attrazione.
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Anche qui si può alloggiare in un bell’agriturismo; il gestore, Alberto, sarà felicissimo di ospitare tutti gli arrampicatori che volessero cimentarsi in questa area boulder. All’agriturismo infatti sono disponibili la guida della zona, con tutti i blocchi puliti e liberati, e alcuni crash pad pronti per l’uso.

Anche in quest’area la roccia è un granito a grana grossa. La scalata è principlamente fisica su prese piatte, le liste scarseggiano ma quelle poche che ci sono, bisogna veramente stringerle tanto.

sard4Terza area a cui accediamo è l’isola della Maddalena. Qui vi sono numerosi passaggi aperti negli anni passati e quindi, nell’unica giornata a disposizione, meno sono i passaggi liberati. La grana qui è più fina, ma la quantità di roccia è sicuramente inferiore.

La Sardegna penso offra ancora un enorme potenziale di altissima qualità. Il sole, il vento e le temperature miti, creano un clima favorevole per vacanze invernali. L’ospitalità delle persone e la buona cucina fanno da ottima cornice alle giornate arrampicatorie. Speriamo che, grazie al sassolino scagliato da La Sportiva, l’isola venga riconosciuta e apprezzata anche come meta invernale dal popolo verticale.

Vorrei ringraziare infine La Sportiva per avermi coinvolto in tale avventura, tutte le persone che hanno preso parte a questo Trip esplorativo ma un ringraziamento speciale va ai ragazzi sardi che ci hanno preceduto e aiutato nella pulizia di queste nuove perle del boulder.

Il rientro a casa mi regala una vera soddisfazione: salgo infatti Super Ale, un 8c+ già da me ripetuto nel 2010 ma che, dopo la rottura imprevista di una presa, non ero più riuscito a risolvere.

E ora inizia un nuovo anno; tra gennaio e febbraio farò ritorno nella tanto amata terra Catalana per qualche settimana di sole e roccia in compagnia. Mi auguro che anche quest’anno si riveli positivo e ricco di soddisfazioni.sard1

CAMPIONATO ITALIANO

ci1Come promesso nell’ultimo post, eccomi qui a raccontarvi un po’ del Campionato Italiano Lead 2013, svoltosi lo scorso sabato in quel di Torino. Questa competizione è stata l’unica a cui ho deciso di partecipare quest’anno per le mie note posizioni nei confronti della FASI. Purtroppo,  i cambiamenti di vita (da un punto di vista lavorativo) e i tanti spostamenti non mi hanno permesso di arrivare a questa stagione nella forma sperata ma, nonostante ciò, ho cercato anche in questa occasione di esprimermi al meglio. L’esordio torinese non è stato purtroppo dei più accoglienti: fin dall’arrivo in palestra il clima mi è apparso molto teso e l’ambiente ostile, soprattutto grazie ad un certo atteggiamento di alcuni tecnici della Federazione. Ancora una vola, infatti, mi imbatto in un confronto con un mondo che ho tanto amato ma che si rivela sempre distante eticamente dal mio concetto di sport. Oltre, quindi, alla usuale tensione pre-gara mi ritrovo a gestire momenti di difficile comunicazione che avrei ritenuto più intelligente affrontare con altra modalità ma, soprattutto, in altra sede. ci2Pertanto, in semifinale, scalo decisamente sotto pressione e non riesco a gestire la via come vorrei. Nonostante l’insoddisfacente prestazione riesco ad accedere alla finale. Durante l’isolamento vivo ancora qualche momento di tensione ma con la consapevolezza e il desiderio di volere uscire a testa alta da questa competizione. Nei primi movimenti della via di finale scalo contratto e avverto una certa agitazione, ma da metà itinerario in poi, grazie anche all’incitamento di un pubblico caloroso, mi sciolgo e comincio a sentirmi sempre più fluido e forte. Supero così le sezioni intense, sentendomi pienamente a mio agio e sfruttando al meglio le decontrazioni della linea. Cedo all’ultima presa con un urlo liberatorio. Alla fine della gara salgo sul podio al secondo posto, dietro solo a Stefano Ghisolfi e tutto per una singola presa. ci3Posso dire che sono estremamente soddisfatto e felice, non tanto e solo per il risultato ottenuto, alquanto inaspettato considerata la scarsa forma fisica, ma soprattutto per come sono riuscito a tramutare un carico psicologico così limitante in una salita appassionata, energica ed efficace. Mi sento davvero di aver messo il cuore mentre scalavo e che, tra i diversi risultati positivi conquistati finora, questo sia decisamente quello per me più significativo!

 

THE “HOT” SEASON

6195_10151466980020636_984380357_nCi inoltriamo finalmente nel periodo “caldo” dell’anno, non tanto per le temperature quanto per la ricchezza di appuntamenti offerta dai mesi autunnali.

Si perde il conto delle ore trascorse al volante e dei chilometri così macinati. Ma andiamo con ordine.

Oltre i vari appuntamenti e manifestazioni a cui ho partecipato sono riuscito a dedicare qualche fine settimana alla roccia per spellarmi le dita e chiudere i conti con qualche via.

A fine settembre ho fatto ritorno alla falesia di Nago per salire l’ultimo progetto che rimaneva inconcluso: Mangusta, 8c. Dopo aver posizionato i rinvii risolvo subito questa bellissima linea di forza/resistenza made Rolando Larcher.

ffn2Il week-end successivo invece sono impegnato nella stupenda manifestazione di “Finale for Nepal”, insieme al mio sponsor La Sportiva. Nella prima giornata si è svolto il boulder contest una gara boulder ad autocertificazione. Concludo la competizione al primo posto, chiudendo la finale, tracciata da Mr Christian Core, al primo tentativo.

Il giorno successivo non c’è tempo per rilassarsi perché è il momento della Climbing Marathon, una gara a coppie in falesia. Vi partecipo insieme all’amico Simone Raina. Arriviamo in falesia ovviamente ben oltre l’orario di inizio dell’evento ma in poche ore maciniamo un bel po’ di tiri. Mi aggiudico anche la salita al secondo tentativo di Cucco in alto, un affascinante 8b su di una prua strapiombante. Simo ed io alla fine, grazie alle vie che abbiamo salito, ci aggiudichiamo il secondo posto della categoria Top.

Nel pomeriggio, in un’ampia sala gremita di gente, presento il film “NoSiestaSpainTrip”, questa volta non accompagnato dal mio amico e compagno d’avventure Gabriele Moroni. finale for nepalPubblico attento e curioso; infatti, dopo la proiezione, numerose sono state le domande, il che mi ha permesso di sviluppare diversi argomenti. Una manifestazione ben riuscita che ha saputo creare un sereno clima di festa…grande Finale!!!

foto Vertical Eye

foto Vertical Eye

Neanche il tempo di respirare e ci si rimette in moto. Infatti, il giorno successivo, si parte alla volta del Kalymnos Climbing Festival. La manifestazione, organizzata da The North Face, si articola in più giornate con la Project Competition e la Climbing Marathon. Nella prima, dove ho partecipato anche io, si sono confrontati alcuni tra i più forti scalatori al mondo. Dopo i due giorni di gara concludo con due vie salite. Meeting vinto dal sorprendente Alex Megos che in poche ore chiude tutte le linee con incredibile disinvoltura. Alla sera del sabato grande festa con tanto di tuffi inaspettati in piscina per concludere in bellezza l’evento marchiato The North Face. I giorni successivi, oltre a recuperare un po’ le forze con relax, sole e mare, visitiamo qualche settore dell’isola. Mi porto a casa così l’8b delicato di Indi Watana e l’8b+ boulderoso di Nadir.

foto Matteo Mocellin

foto Matteo Mocellin

Martedì 15 ottobre sveglia all’alba per far ritorno in Italia. Il tempo per rilassarsi è ancora lontano. Arrivati all’aeroporto di Bergamo io e Gabri (presente anche lui al meeting di Kalymnos) ci fiondiamo a Vicenza dove la sera stessa ci attende nuovamente la presentazione del “NoSiestaSpainTrip.

Il week-end successivo mi ritrovo ancora al volante, destinazione: Arco. Nella giornata di sabato riesco nella salita di Halebop, un 8a+ placcoso e di Bibita Biologica, un 8c molto intenso. Dopo qualche birra, il giorno successivo, si riparte per tornare a Vicenza, concedendomi tuttavia una veloce visita al Covolo dove ho ancora un conto in sospeso con un bel progetto. Purtroppo, nonostante le sensazioni migliori, anche questa volta vengo respinto dalla via, rimandando ad un altro giorno la salita in libera.

sileaGiovedì 24 ottobre, sempre in compagnia di Gabri, mi reco al Silea Sport Center per presentare anche qui il film sul nostro tour spagnolo.

Gli appuntamenti, però, non sono ancora finiti. Infatti questo week-end sono stato impegnato nel Campionato Italiano Lead 2013 a Torino dove ho raggiunto il secondo posto nella classifica finale. Seguirà a breve un post dedicato appositamente a questa gara, perché avrei voglia di dedicarci un po’ di tempo per affrontare alcune considerazioni in merito.

Ora mi attende qualche settimana per concentrarmi sull’allenamento e prepararmi per gli appuntamenti dei mesi di Novembre/Dicembre. Tra questi, il tour esplorativo in Sardegna che mi vedrà impegnato a metà Novembre con il Team La Sportiva nella ricerca di nuovi blocchi e vie da poter scalare. Un viaggio che si preannuncia davvero interessante e ricco di avventura…

FERRINO, SUMMER EXPERIENCE 2013

paesaggioIl “Summer Experience 2013″ è un mini trip esplorativo organizzato dal mio sponsor Ferrino, in cui sono stato coinvolto la scorsa settimana.

L’avventura si è svolta nella Val Unghiasse, una valle Piemontese ancora inesplorata dagli arrampicatori fino ad oggi, grazie all’organizzatore e super climber Marzio Nardi. Insieme agli altri atleti Ferrino, Marzio e la nostra guida Adriano Trombetta mi sono recato in questo paradiso granitico tutto da scoprire per chiodare, aprire e valorizzare nuove e bellissime linee di scalata.

muliMartedì 3 Settembre si parte per questa fantastica avventura. La giornata è dedicata al trasferimento di tutto il materiale necessario per la settimana e all’allestimento del campo base. Per il trasporto del carico ci serviamo di due muli ma, considerato il carico sulle nostre spalle, distinguere uomini e animali è impresa difficile.

Dopo aver montato le tende troviamo anche  il tempo per scalare un po’; sono subito forti emozioni perché Adriano pulisce uno spigolo di 6 metri e in poco entrambi riusciamo nella salita.fer

FER2Mercoledì 4 Settembre è la giornata dedicata all’esplorazione del fondo valle che offre lunghe e alte fasce rocciose. Dopo un’ora di cammino con trapani, spit e  il resto del materiale inizio la chiodatura di un bellissimo spigolo. Adriano invece si occupa di attrezzare una fessura che corre vicino allo spigolo con una partenza in comune allo stesso. Dopo tre ore di lavoro e fatica iniziano i tentativi e in poco ci rendiamo conto che i primissimi metri sono privi di appigli, impedendo così la realizzazione della via. Un po’ scoraggiati e svuotati dal lavoro “inutile” ci dirigiamo verso il campo base imbattendoci però in una bellissima fessura strapiombante, proteggibile a friend. In poco, sempre grazie alla tenacia e determinazione della nostra guida, anche questo tiro è pronto. Lo seguo immediatamente realizzando la prima libera della via, come poi gli altri componenti del gruppo.

Giovedì 5 Settembre è l’ora di tornare con il trapano in mano e in poche ore insieme a Luca Rinaldi chiodiamo il bellissimo spigolo-traverso su un grande sasso a pochi minuti dalle nostre tende. La chiodatura avviene in una fitta nebbia che ci risparmia dal caldo facilitando il lavoro. Dopo un giro di pulizia parto realizzando anche la libera di questa bella linea che, per il tipo di scalata e per la situazione climatica, chiamiamo “Gorilla nella nebbia”. Nella stessa giornata decido di esplorare un altro po’ scovando, tra i sassi ammassati nella valle, qualche altra bella via capace di farmi sognare. Su tutte le linee immaginate, una mi colpisce in particolare. Uno spigolo arancione prosegue con una sottile fessura che si interrompe dove il sasso si appoggia. Sembra veramente una linea straordinaria e pure arrampicabile ma il lavoro di chiodatura e scoperta lo lascio al giorno successivo.gorilla

ioVenerdì 6 Settembre, dopo una veloce colazione, parto insieme ad Adriano e in poco tempo chiodiamo e puliamo questa fantastica linea. Calandomi non posso credere ai miei occhi, le prese ci sono tutte e cerco subito di immaginare le sequenze e come muovere al meglio il corpo per valorizzare i piccoli e distanti appigli. Già nel giro di pulizia le sequenze filano via tranquillamente. Nel secondo tentativo parto deciso e superando le difficoltà mi ritrovo all’ultimo difficile passaggio che tuttavia mi ferma, facendomi volare. Dopo altri due giri, cambiando method, riesco nella libera della via che chiamerò “Asso di picche”, nome suggerito dal film maker Lorenzo per la caratteristica forma a Picca del sasso che ospita questa linea strepitosa. La via, a mio giudizio, può essere valutata 8b.

Sabato 7 Settembre è l’ultimo giorno e insieme ad Adriano, Federica e Marzio mi dirigo nuovamente nelle distanti, alte e lunghe fasce rocciose dove qualche linea trad è ancora da scovare. In poco riusciamo nella salita del 7a+ di “Gang bang Finger” e poi libero “Rock slave”, una bellissima via su micro friend e nut che si sviluppa lungo una fessura di roccia a forma di falce. La valutiamo 7c nonostante i numerosi appigli bagnati che oggi rendono la via assai più complicata.

Anche questa giornata si conclude e l’ultima sera in valle trascorre sotto un’abbondante pioggia che di certo non preannuncia un rientro facile.

Il giorno successivo ci alziamo con grande motivazione e in poco tempo il campo è smontato. Con gli zaini in spalla e i muli carichi ci fiondiamo lungo il sentiero, portando con noi il ricordo e le immagini di queste bellissime giornate trascorse ad esplorare e sognare linee di roccia.

Voglio ringraziare Ferrino per aver regalato a noi atleti questa avventurosa opportunità, tutti i componenti del gruppo che hanno reso così intense le giornate, Adriano, instancabile motivatore e forza del gruppo, e Marzio Nardi, mente e spirito del trip.

Ora si ritorna a casa con qualcosa in più!!vallata

SUMMER

Agosto sembra veramente volare, le settimane stanno passando veloci senza che me ne renda conto.

Forse le giornate piene, gli allenamenti e qualche uscita in falesia rendono questo periodo senza grip molto più piacevole del previsto.IMG_1566

Qualche settimana fa, nel bel mezzo di  torride ore di caldo, ho fatto visita ad una falesia vicino Lavarone. In pochi giri  ho risolto il bellissimo 8c di “Mantieni la calma”, notevole tiro leggermente strapiombante con prese piccole e sfuggenti, da scalare a ritmo elevato per sfuggire alla ghisa che non tarda ad arrivare velocemente.

foto3La settimana scorsa invece ho deciso all’improvviso di tornare nella foresta del Frankenjura per passare qualche giorno a spellarmi le dita tirando quelle piccole tacchine e buchini molto dolorosi, in compagnia di Gabriele Moroni e Ema Gex.

Nei tre giorni dedicati alla scalata mi  sono portato a casa il bellissimo 8c ‘Cringer’ in tre tentativi. La via è caratterizzata da sezioni intense sempre su piccole e dolorose prese. Mi sono regalato anche la veloce salita al secondo tentativo del boulderoso 8b di ‘Underdog’.

Anche questa volta, come nella visita in primavera, ho lasciato in sospeso alcuni progetti, motivandomi ad allenarmi per una forma ottimale per i prossimi mesi.

Nella strada del  ritorno mi sono fermato ad Arco e, nonostante il caldo, ho risolto l’8c ‘5 Uve’, una via in forte strapiombo su prese buone, con una prima parte di resistenza e con un boulder finale su svasi.foto2

Questa settimana invece, sarò impegnato con il mio Sponsor Ferrino, che ha organizzato una Summer experience per noi atleti. Passeremo sei giorni in un luogo sconosciuto, ancora tutto da sviluppare, Boulder, vie trad e tanto altro ci aspettano. Potrete seguire l’avventura nel blog Ferrino:

http://rock-xp-rience.blogspot.it/

Dolomiti

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Le settimane di gran caldo e le giornate torride sono ormai la costante di questa estate. L’unico riparo sembrano proprio le montagne e quelle zone dove il clima è più favorevole all’arrampicata.

Dopo i tre giorni in cui sono stato impegnato alla fiera di  Friedricshafen per La Sportiva, che ha presentato il nuovo abbigliamento per il climbing che sarà disponibile dal 2014, ho deciso di trascorre qualche giorno al fresco nelle amate Dolomiti, per ricaricare le pile e riposarmi: mi attende una seconda parte della stagione ricca di appuntamenti e moltissimi progetti.

IMG_1338In particolare ho fatto visita alla bellissima falesia di Laste, tre enormi blocchi di calcare grigio e compatto che si affacciano di fronte alla Civetta. Una scalata molto tecnica dove la sensibilità di piede fa il suo grande lavoro. Qui mi sono concesso la bellissima salita dell’8a/a+ di ‘Perfetta’ e qualche altro tiro più semplice ma di grande soddisfazione.

Altra falesia visitata è stata Malga Ciapela, un altro sassone adatto per l’estate ai piedi della Marmolada. Dopo un breve riscaldamento ho deciso di provare il super tiro “Sorvegliare e punire”, 8b+ corto e intenso, liberato qualche anno fa dall’inesauribile Luca Canon Zardini.

IMG_1345Scovati i sistemi che più si adattavano a me grazie anche a qualche suggerimento, sono partito deciso nel secondo tentativo. Con grande foga e qualche vibrata ho superato i diversi passaggi duri cadendo però all’ultima presa della sequenza dura per un errato posizionamento. Poco dopo sono ripartito deciso e questa volta, senza sbagliare, mi sono portato a casa questa bellissima via. E ora, dato che le condizioni meteo continuano ad essere proibitive per l’alta difficoltà, mi dedico a qualche settimana di duro allenamento: mi aspettano i mesi più miti, intensi di scalate.

Ciao piccolo grande Tito

 

TitoTraversaUn fatto gravissimo, un macigno enorme caduto su una strada già molto stretta: il mondo dell’arrampicata.
Non servono molte parole, chiedersi tanti perché o per come è ora inutile. Forse il Silenzio e il ricordare Tito come un bambino con un’anima, un cuore che batteva di passione e una testa piena di sogni sono meglio di tante parole.       La scalata più dura inizia ora, per chi è rimasto.

Ciao Tito

Silvio

DAONE TIME

Ciao a tutti,

il caldo che aveva invaso la penisola italiana sembra aver lasciato il posto ad un clima più fresco e vivibile, dando la speranza di poter scalare senza la sensazione di soffocamento. Lo scorso week end sono tornato nella magica val Daone a fare un po’ di boulder in compagnia di amici, dopo qualche anno di assenza.

Al nostro arrivo venerdì, il sole e l’aria frizzante promettevano veramente una giornata spaziale.

Dopo un breve riscaldamento sul classico “Spigolo dell’anguria” mi sono lanciato su qualcosa di più impegnativo. Insieme a Enrico Chris Veronese, ho provato  “You drive me crazy-“, un blocco di 8a in forte strapiombo su prese nette e distanti. Ho fatto un giro di ricognizione e qualche minuto di riposo per poi partire deciso: in non molto mi sono ritrovato all’ultima presa di questo bellissimo boulder.

Un po’ di riposo ed ho attaccato “Legge del Taglione”, un  8a/a+ liberato da Gabriele Moroni qualche anno fa, caratterizzato da piccole liste da strizzare e un bellissimo movimento dinamico finale.

Dopo qualche tentativo per scovare le method comincio a cadere da subito al lancio finale. Ho deciso così di lasciare il blocco per la giornata successiva e di concludere la serata con “un’abbondate” cena, visto che il cibo era stato dimenticato a casa.

Il giorno successivo -la solita tarda sveglia- ho iniziato la giornata con un riscaldamento nel settore ‘Curva’. Neanche il tempo di finire il warm up e una pioggia abbondante ci ha fatto scappare: giornata finita.

Il terzo giorno ci siamo svegliati con un clima spaziale, cielo terso, aria frizzante e vento da aderenza perfetta. Mi sono diretto subito sul blocco lasciato in sospeso e con un po’ di tentativi finalmente ho tenuto la difficile sbandierata del lancio, arrivando in cima a questo bellissimo sasso, contento e felice della realizzazione.

Ogni tanto è bello cambiare stimoli e dedicare delle giornate alla salita di sassi in compagnia degli amici. Spero in futuro di avere la possibilità di dedicare più tempo al boulder e magari di riuscire a  togliermi qualche soddisfazione.

Ringrazio Francesco Tibaldo, Andrea Trivisonno e Enrico Veronese per i video.

Via di Testa

L’ondata di caldo infernale è arrivata e le temperature cocenti degli ultimi giorni non permettono particolari velleità e prestazioni. Infatti, tutti i progetti e le vie dure che volevo affrontare rimangono in attesa di una condizione climatica più favorevole. Ma non so starmene con le mani in mano così sabato ho deciso di trascorrere una giornata alternativa, assieme all’amico e compagno di tante avventure verticali Francesco Tibaldo, con la speranza di trovare un po’ di frescura e un simpatico venticello. Abbiamo scelto di ripetere “Via di Testa”, una multipich che si trova sulle pareti del Brentino, in Val d’Adige, aperta qualche anno fa dalla coppia Tondini-Sartori, con difficoltà da relazione fino all’8b+ max e 7c obbligatorio.

La giornata sembrava già molto calda, ma non sapevamo ancora quali fatiche ci aspettavano e soprattutto dopo quante ore saremmo tornati al furgone. Siamo partiti per l’avvicinamento verso le 11 e 20 e, dopo solo dieci minuti di cammino, le numerose chiacchere e battute che avevamo dispensato durante il viaggio in macchina sono state sostituite da una lingua che toccava il suolo e dal sudore degno del deserto del Sahara. Dopo un’ora di avvicinamento sotto un sole cuocente, siamo arrivati sotto la parete, cotti a puntino e con le energie perse lungo il sentiero. Tutta la fascia del Brentino sembrava desolata: eravamo gli unici babbei che sfidavano quel caldo africano.

Dopo una mezzoretta di riposo dove abbiamo aspettato che la parete andasse in ombra, alle 13.15 ho affrontato il primo tiro, 7c. Con qualche sbuffo e qualche calcio alla parete, mi ritrovo in sosta. Checco mi segue alla velocità della luce con delle risalite in jumar da record man. Dopo qualche minuto di riposo è il momento di affrontare la prima vera difficoltà della via, il secondo tiro, 8a+. La parete sembrava molto sporca e dai buchi uscivano simpatiche erbette e piantine che ostacolavano la scalata. Ho deciso di fare un giro per ripulire la via e non sprecare inutili energie. Dopo il giro in modalità tree climbing, sono partito per il tentativo e in breve mi sono ritrovato in sosta al secondo tiro.

Era il momento del terzo tiro dato 8b+. Dopo un’ulteriore pulizia di ricognizione e dopo il dovuto riposo, sono ripartito spedito e presa dopo presa ho raggiunto la sosta del tiro chiave che a mio dire può essere valutato come 8b facile o 8a+/b. Erano le 17 del pomeriggio, il caldo atroce non voleva cedere e ci aspettavano ancora tre tiri. Avevamo un grosso problema: non c’era più acqua.

Ho affrontato il quarto tiro di 8a abbastanza tranquillamente ma una snappata di piede mi ha fatto ritrovare appeso alla corda. Mi sono fatto calare in sosta per ripartire, come etica vuole. Sono ripartito senza riposare e stando attendo agli appoggi sporchi e scivolosi ho raggiunto la sosta anche di questo tiro. Checco assolve il suo ruolo di belayer scudiero in mondo perfetto risalendo i tiri sempre molto velocemente, permettendomi di riposare e rimanere tranquillo e concentrato. Il quinto tiro, un bellissimo 7b di placca, vola via ma il dolore ai piedi comincia ad essere abbastanza devastante.

Era il momento del sesto tiro, l’ultima difficoltà di 8a e ultimo tiro di questa via. La disidratazione era ormai uno stato fisico conclamato, il desiderio era quello di starmene seduto al bar a bere una mega radler piuttosto che essere ancora lì a soffrire quel caldo umido atroce. Sono partito, deciso di buttare fuori il tiro al primo colpo, procedo vibrando-sbuffando-sanguinando ma gli sforzi e la decisione non bastano e mi ritrovo appeso alla corda. Calata veloce, corda sfilata e riparto subito. Forse per la troppa fretta e la stanchezza ormai alle stelle, sbaglio di nuovo la sequenza e mi ritrovo per la seconda volta appeso. Ero esaurito dal caldo e dalla mancanza di liquidi, ma ho raccolto le ultime energie e sono partito deciso per un altro tentativo. Ho superato la parte dura e dopo l’ultimo muro ho raggiungo la sommità della parete. L’orologio segnava le 20.

Avevo finito la via, ma non l’avventura.

Anche Checco mi raggiunge, stretta di mano, e senza perdere tempo ravaniamo nel bosco in cerca di una possibile via di calata. Girovaghiamo senza successo per trenta minuti finchè non abbiamo trovato una sosta da dove poter calarci. Ormai la luce del giorno ci stava abbandonando e in poco tempo ci siamo ritrovati nel buio completo. Le calate in quelle condizioni diventano stressanti. Per ricercare le soste intermedie ci affidiamo alla frontale di Checco che poco dopo ci abbandona. Di male in peggio! La ricerca al buio si fa molto faticosa, e solo 90 metri ci separano dal sognato suolo. Facciamo affidamento alla poca luce dei cellulari. Ogni volta che riuscivamo a vedere una sosta era un urlo di gioia.

Finalmente terra: alle 23 e 20.

Ci rimaneva solo il sentiero e finalmente alle 00 e 20 raggiungiamo il furgone, esausti ma entusiasti della giornata trascorsa.

‘Via di Testa ‘ è sicuramente una stupenda via e voglio complimentarmi con la coppia Tondini-Sartori per essere riusciti ad aprire una via di quelle difficoltà dal basso (dato che i ragazzi giocano sul loro massimale).

Ringrazio Francesco che, con passione e motivazione, mi ha accompagnato e sostenuto fino all’ultimo in quest’avventura. Siamo stati forse veramente ‘Via di Testa’!!

NO GRAVITY DAY -relazione falesia di Nago-

Ciao a tutti,

dopo la settimana trascorsa ad Arco  all’International Meeting Sales di ‘La Sportiva’, la voglia di scalare era veramente tanta. Il desiderio e la motivazione, le buone condizioni atmosferiche e di aderenza e uno stato di forma non indifferente sono stati miei complici. Lo scorso lunedì è stata una di quelle giornate che -purtroppo o per fortuna- non capitano spesso: un giorno “senza gravità”, una manciata d’ore in cui tutto ti riesce -in verticale- tanto che ti sembra di volare.

Il mio ‘No Gravity Day’ è accaduto ad Arco, nella falesia di Nago, dove ho salito due vie di 8c+ nello stesso giorno. Nago -conosciuta principalmente come falesia per famiglie- da qualche mese ospita tra i massi disseminati nel bosco nuovi e corti itinerari chiodati da Markus Bock, re indiscusso del Frankenjura.

La mia giornata è iniziata con un breve riscaldamento dopo il quale mi sono lanciato immediatamente su ‘Bucking Bronco’, 8c+. La via è molto corta ma molto intensa (cinque spit). L’avevo provata per la prima volta a marzo con Gabriele Moroni, senza nessun risultato. Lunedì sono partito deciso, scalando rapido e preciso e, dopo aver superato la sezione chiave e il difficile lancio al piatto, in breve mi sono ritrovato in catena di questo piccolo gioiello di via.

Dopo una pausa di un’oretta, le braccia giravano ancora bene. Così ho deciso di provare anche un’altra via dura da poco liberata dall’infaticabile Markus: ‘Warbeast’, altro 8c+. Nel giro di ricognizione ho cercato di scoprirne i segreti per tentare di gestire al meglio la salita nei tentativi seguenti. Dopo un’altra mezzoretta di pausa, sono partito deciso.

La via inizia da subito molto intensa con un blocco fisico ma aleatorio che singolarmente può essere valutato 7c fb. Passato il blocco, ho ‘sghisato’ un po’ su una leggera decontrazione e ho raccolto le energie per affrontare la seconda di parte di via. Sono ripartito deciso, cercando di impostare al meglio il secondo boulder su piatti e pinze piatte, ritrovandomi velocemente all’ultima decontrazione prima dell’ultima parte, molto più facile. Mi sono scoperto a moschettonare la catena in pochissimo tempo, sorpreso della velocità con cui ero riuscito a realizzare il tiro. A mio dire ‘Warbeast’, per la facilità con cui l’ho realizzato, penso possa essere valutato 8c/c+, con il solito beneficio del dubbio: le vie corte ed intense rimangono veramente difficili da valutare.

RELAZIONE FALESIA NAGO EXTREM

Dato che la chiodatura dei nuovi tiri di Nago è veramente recente, colgo l’occasione per una breve relazione sulle nuove vie.

Tutte le nuove vie si trovano sull’enorme sasso all’inizio della falesia, dove ci sono la storica ‘Mangusta’ (penso primo 8b+/c di Arco). ‘Bucking Bronco’ invece lo si trova su un sasso separato, lo si raggiunge proseguendo cinque minuti sul sentiero. Il sasso lo si distingue per la presenza di un vecchio muretto di una casa sulla destra. Le vie rimangono all’ombra tutto il giorno.

Qui, di seguito, lo schizzo del sasso.

E’ straordinario come da una falesia che è conosciuta e frequentata da oltre 30 anni siano nate recentemente delle vie dure e naturali. Forse i tempi stanno cambiando e l’ottica di chiodatura e arrampicata moderna possono veramente dare vita ad un nuovo periodo per l’arrampicata sportiva in Italia ma in particolar modo ad Arco. E’ forse il momento di ritornare a valorizzare Arco e riportarla al centro dell’attenzione dell’arrampicata mondiale. Il potenziale è ancora tanto e forse la culla dell’arrampicata sportiva può vivere una seconda giovinezza con tanto entusiasmo, motivazione e vie dure estreme NATURALI (come all’epoca hanno fatto Manolo, Mariacher, Bassi ma su gradi dell’epoca).Voglio ringraziare Markus Bock che ha saputo rivalorizzare questo sasso e regalare ad Arco nuove e bellissime vie dure.