DAONE TIME

Ciao a tutti,

il caldo che aveva invaso la penisola italiana sembra aver lasciato il posto ad un clima più fresco e vivibile, dando la speranza di poter scalare senza la sensazione di soffocamento. Lo scorso week end sono tornato nella magica val Daone a fare un po’ di boulder in compagnia di amici, dopo qualche anno di assenza.

Al nostro arrivo venerdì, il sole e l’aria frizzante promettevano veramente una giornata spaziale.

Dopo un breve riscaldamento sul classico “Spigolo dell’anguria” mi sono lanciato su qualcosa di più impegnativo. Insieme a Enrico Chris Veronese, ho provato  “You drive me crazy-“, un blocco di 8a in forte strapiombo su prese nette e distanti. Ho fatto un giro di ricognizione e qualche minuto di riposo per poi partire deciso: in non molto mi sono ritrovato all’ultima presa di questo bellissimo boulder.

Un po’ di riposo ed ho attaccato “Legge del Taglione”, un  8a/a+ liberato da Gabriele Moroni qualche anno fa, caratterizzato da piccole liste da strizzare e un bellissimo movimento dinamico finale.

Dopo qualche tentativo per scovare le method comincio a cadere da subito al lancio finale. Ho deciso così di lasciare il blocco per la giornata successiva e di concludere la serata con “un’abbondate” cena, visto che il cibo era stato dimenticato a casa.

Il giorno successivo -la solita tarda sveglia- ho iniziato la giornata con un riscaldamento nel settore ‘Curva’. Neanche il tempo di finire il warm up e una pioggia abbondante ci ha fatto scappare: giornata finita.

Il terzo giorno ci siamo svegliati con un clima spaziale, cielo terso, aria frizzante e vento da aderenza perfetta. Mi sono diretto subito sul blocco lasciato in sospeso e con un po’ di tentativi finalmente ho tenuto la difficile sbandierata del lancio, arrivando in cima a questo bellissimo sasso, contento e felice della realizzazione.

Ogni tanto è bello cambiare stimoli e dedicare delle giornate alla salita di sassi in compagnia degli amici. Spero in futuro di avere la possibilità di dedicare più tempo al boulder e magari di riuscire a  togliermi qualche soddisfazione.

Ringrazio Francesco Tibaldo, Andrea Trivisonno e Enrico Veronese per i video.

Via di Testa

L’ondata di caldo infernale è arrivata e le temperature cocenti degli ultimi giorni non permettono particolari velleità e prestazioni. Infatti, tutti i progetti e le vie dure che volevo affrontare rimangono in attesa di una condizione climatica più favorevole. Ma non so starmene con le mani in mano così sabato ho deciso di trascorrere una giornata alternativa, assieme all’amico e compagno di tante avventure verticali Francesco Tibaldo, con la speranza di trovare un po’ di frescura e un simpatico venticello. Abbiamo scelto di ripetere “Via di Testa”, una multipich che si trova sulle pareti del Brentino, in Val d’Adige, aperta qualche anno fa dalla coppia Tondini-Sartori, con difficoltà da relazione fino all’8b+ max e 7c obbligatorio.

La giornata sembrava già molto calda, ma non sapevamo ancora quali fatiche ci aspettavano e soprattutto dopo quante ore saremmo tornati al furgone. Siamo partiti per l’avvicinamento verso le 11 e 20 e, dopo solo dieci minuti di cammino, le numerose chiacchere e battute che avevamo dispensato durante il viaggio in macchina sono state sostituite da una lingua che toccava il suolo e dal sudore degno del deserto del Sahara. Dopo un’ora di avvicinamento sotto un sole cuocente, siamo arrivati sotto la parete, cotti a puntino e con le energie perse lungo il sentiero. Tutta la fascia del Brentino sembrava desolata: eravamo gli unici babbei che sfidavano quel caldo africano.

Dopo una mezzoretta di riposo dove abbiamo aspettato che la parete andasse in ombra, alle 13.15 ho affrontato il primo tiro, 7c. Con qualche sbuffo e qualche calcio alla parete, mi ritrovo in sosta. Checco mi segue alla velocità della luce con delle risalite in jumar da record man. Dopo qualche minuto di riposo è il momento di affrontare la prima vera difficoltà della via, il secondo tiro, 8a+. La parete sembrava molto sporca e dai buchi uscivano simpatiche erbette e piantine che ostacolavano la scalata. Ho deciso di fare un giro per ripulire la via e non sprecare inutili energie. Dopo il giro in modalità tree climbing, sono partito per il tentativo e in breve mi sono ritrovato in sosta al secondo tiro.

Era il momento del terzo tiro dato 8b+. Dopo un’ulteriore pulizia di ricognizione e dopo il dovuto riposo, sono ripartito spedito e presa dopo presa ho raggiunto la sosta del tiro chiave che a mio dire può essere valutato come 8b facile o 8a+/b. Erano le 17 del pomeriggio, il caldo atroce non voleva cedere e ci aspettavano ancora tre tiri. Avevamo un grosso problema: non c’era più acqua.

Ho affrontato il quarto tiro di 8a abbastanza tranquillamente ma una snappata di piede mi ha fatto ritrovare appeso alla corda. Mi sono fatto calare in sosta per ripartire, come etica vuole. Sono ripartito senza riposare e stando attendo agli appoggi sporchi e scivolosi ho raggiunto la sosta anche di questo tiro. Checco assolve il suo ruolo di belayer scudiero in mondo perfetto risalendo i tiri sempre molto velocemente, permettendomi di riposare e rimanere tranquillo e concentrato. Il quinto tiro, un bellissimo 7b di placca, vola via ma il dolore ai piedi comincia ad essere abbastanza devastante.

Era il momento del sesto tiro, l’ultima difficoltà di 8a e ultimo tiro di questa via. La disidratazione era ormai uno stato fisico conclamato, il desiderio era quello di starmene seduto al bar a bere una mega radler piuttosto che essere ancora lì a soffrire quel caldo umido atroce. Sono partito, deciso di buttare fuori il tiro al primo colpo, procedo vibrando-sbuffando-sanguinando ma gli sforzi e la decisione non bastano e mi ritrovo appeso alla corda. Calata veloce, corda sfilata e riparto subito. Forse per la troppa fretta e la stanchezza ormai alle stelle, sbaglio di nuovo la sequenza e mi ritrovo per la seconda volta appeso. Ero esaurito dal caldo e dalla mancanza di liquidi, ma ho raccolto le ultime energie e sono partito deciso per un altro tentativo. Ho superato la parte dura e dopo l’ultimo muro ho raggiungo la sommità della parete. L’orologio segnava le 20.

Avevo finito la via, ma non l’avventura.

Anche Checco mi raggiunge, stretta di mano, e senza perdere tempo ravaniamo nel bosco in cerca di una possibile via di calata. Girovaghiamo senza successo per trenta minuti finchè non abbiamo trovato una sosta da dove poter calarci. Ormai la luce del giorno ci stava abbandonando e in poco tempo ci siamo ritrovati nel buio completo. Le calate in quelle condizioni diventano stressanti. Per ricercare le soste intermedie ci affidiamo alla frontale di Checco che poco dopo ci abbandona. Di male in peggio! La ricerca al buio si fa molto faticosa, e solo 90 metri ci separano dal sognato suolo. Facciamo affidamento alla poca luce dei cellulari. Ogni volta che riuscivamo a vedere una sosta era un urlo di gioia.

Finalmente terra: alle 23 e 20.

Ci rimaneva solo il sentiero e finalmente alle 00 e 20 raggiungiamo il furgone, esausti ma entusiasti della giornata trascorsa.

‘Via di Testa ‘ è sicuramente una stupenda via e voglio complimentarmi con la coppia Tondini-Sartori per essere riusciti ad aprire una via di quelle difficoltà dal basso (dato che i ragazzi giocano sul loro massimale).

Ringrazio Francesco che, con passione e motivazione, mi ha accompagnato e sostenuto fino all’ultimo in quest’avventura. Siamo stati forse veramente ‘Via di Testa’!!

NO GRAVITY DAY -relazione falesia di Nago-

Ciao a tutti,

dopo la settimana trascorsa ad Arco  all’International Meeting Sales di ‘La Sportiva’, la voglia di scalare era veramente tanta. Il desiderio e la motivazione, le buone condizioni atmosferiche e di aderenza e uno stato di forma non indifferente sono stati miei complici. Lo scorso lunedì è stata una di quelle giornate che -purtroppo o per fortuna- non capitano spesso: un giorno “senza gravità”, una manciata d’ore in cui tutto ti riesce -in verticale- tanto che ti sembra di volare.

Il mio ‘No Gravity Day’ è accaduto ad Arco, nella falesia di Nago, dove ho salito due vie di 8c+ nello stesso giorno. Nago -conosciuta principalmente come falesia per famiglie- da qualche mese ospita tra i massi disseminati nel bosco nuovi e corti itinerari chiodati da Markus Bock, re indiscusso del Frankenjura.

La mia giornata è iniziata con un breve riscaldamento dopo il quale mi sono lanciato immediatamente su ‘Bucking Bronco’, 8c+. La via è molto corta ma molto intensa (cinque spit). L’avevo provata per la prima volta a marzo con Gabriele Moroni, senza nessun risultato. Lunedì sono partito deciso, scalando rapido e preciso e, dopo aver superato la sezione chiave e il difficile lancio al piatto, in breve mi sono ritrovato in catena di questo piccolo gioiello di via.

Dopo una pausa di un’oretta, le braccia giravano ancora bene. Così ho deciso di provare anche un’altra via dura da poco liberata dall’infaticabile Markus: ‘Warbeast’, altro 8c+. Nel giro di ricognizione ho cercato di scoprirne i segreti per tentare di gestire al meglio la salita nei tentativi seguenti. Dopo un’altra mezzoretta di pausa, sono partito deciso.

La via inizia da subito molto intensa con un blocco fisico ma aleatorio che singolarmente può essere valutato 7c fb. Passato il blocco, ho ‘sghisato’ un po’ su una leggera decontrazione e ho raccolto le energie per affrontare la seconda di parte di via. Sono ripartito deciso, cercando di impostare al meglio il secondo boulder su piatti e pinze piatte, ritrovandomi velocemente all’ultima decontrazione prima dell’ultima parte, molto più facile. Mi sono scoperto a moschettonare la catena in pochissimo tempo, sorpreso della velocità con cui ero riuscito a realizzare il tiro. A mio dire ‘Warbeast’, per la facilità con cui l’ho realizzato, penso possa essere valutato 8c/c+, con il solito beneficio del dubbio: le vie corte ed intense rimangono veramente difficili da valutare.

RELAZIONE FALESIA NAGO EXTREM

Dato che la chiodatura dei nuovi tiri di Nago è veramente recente, colgo l’occasione per una breve relazione sulle nuove vie.

Tutte le nuove vie si trovano sull’enorme sasso all’inizio della falesia, dove ci sono la storica ‘Mangusta’ (penso primo 8b+/c di Arco). ‘Bucking Bronco’ invece lo si trova su un sasso separato, lo si raggiunge proseguendo cinque minuti sul sentiero. Il sasso lo si distingue per la presenza di un vecchio muretto di una casa sulla destra. Le vie rimangono all’ombra tutto il giorno.

Qui, di seguito, lo schizzo del sasso.

E’ straordinario come da una falesia che è conosciuta e frequentata da oltre 30 anni siano nate recentemente delle vie dure e naturali. Forse i tempi stanno cambiando e l’ottica di chiodatura e arrampicata moderna possono veramente dare vita ad un nuovo periodo per l’arrampicata sportiva in Italia ma in particolar modo ad Arco. E’ forse il momento di ritornare a valorizzare Arco e riportarla al centro dell’attenzione dell’arrampicata mondiale. Il potenziale è ancora tanto e forse la culla dell’arrampicata sportiva può vivere una seconda giovinezza con tanto entusiasmo, motivazione e vie dure estreme NATURALI (come all’epoca hanno fatto Manolo, Mariacher, Bassi ma su gradi dell’epoca).Voglio ringraziare Markus Bock che ha saputo rivalorizzare questo sasso e regalare ad Arco nuove e bellissime vie dure.

VIETATO FERMARSI

Nelle ultime settimane la parola d’ordine è stata vietato fermarsi. Faccio prima forse a raccontare cosa non è successo!!!!

Serate di presentazione film, vie in falesie, chiodatura, allenamenti, tracciatura e tanto altro, ma iniziamo con ordine.

Dato i diversi periodi trascorsi in giro, ho deciso di dedicare un po’ di giorni a scalare nella falesia di casa: il Covolo. Nonostante siano diversi anni che frequento questo ‘parco giochi’, ogni volta può nascere qualcosa di nuovo e stimolante. Qualche mese fa era stata chiodata una via nuova chiamata “Movimento Lento” che aspettava ancora la libera. Con il meteo delle ultime settimane, i tiri praticabili della falesia non erano molti. Per mia fortuna però il ‘’progetto’’, nonostante il tempo, era asciutto grazie al forte strapiombo che lo caratterizza. La via inizia subito molto intensa, prese piccole e mooooolto distanti, una sequenza di dieci movimenti (il duro della via) seguiti da dieci metri di scalata facile su una bellissima canna. Da subito riesco a fare tutti i singoli e scoprire i segreti di questa via. Il bello molte volte di affrontare un progetto ancora da liberare è che tutti i movimenti sono da inventare, rendendo la scalata una scoperta!

Partono quindi i tentativi e fin da subito la via risulta più ostica del previsto. Dopo qualche giornata di prove riesco però a venire a capo di questo lungo boulder e mettere la corda in catena. Dato la lunghezza della via ho difficoltà a dare un grado alla via ma penso che possa essere valutata 8c duro o 8c/c+.

Dalla via però si intuisce la possibilità di una super variante che può rendere il gioco veramente divertente e motivante. Con trapano alla mano quindi ho aggiunto uno spit necessario per affrontare questo nuovo viaggio che mi stimola molto sia mentalmente ma soprattutto fisicamente e avere così un nuovo progetto molto duro vicino a casa.

Per quanto riguarda le serate di presentazione, domenica 26 maggio -insieme a Gabriele Moroni- sono stato ospite alla rassegna ‘Monti Sorgenti ‘a Lecco, dove abbiamo presentato il nostro film sul viaggio in Spagna. Una serata riuscita con un pubblico attento ed entusiasta.

Il giorno successivo, vista la vicinanza, abbiamo trascorso una bellissima giornata in Val di Mello sfruttando una delle poche giornate di sole di quest’ultimo periodo. Una giornata arrampicatoria trascorsa con Gabri con la solita semplicità. Nelle stesse ore mi porto a casa l’8b/b+ di Frau Finger e il bellissimo spigolo di Capitano Uncino (8a+), forse uno dei più bei tiri di quel grado che io abbia mai salito.

Quest’ultimo fine settimana appena trascorso, invece, sono stato impegnato dall’altra parte della barricata: il mondo delle competizioni. Infatti insieme a Stefano Bettoli e Marco Erpramer siamo stati impegnati nella tracciatura del Campionato Italiano Giovanile ad Arco. Un’esperienza molto entusiasmante e positiva che si è conclusa con una gara spettacolare con blocchi adeguati che hanno saputo sancire i migliori atleti Italiani di specialità.

E ora!?!? Inizia un’altra settimana con tante altre avventure e giornate entusiasmanti!!!

DIARIO MELLOBLOCCO

Ciao a tutti,

anche la decima edizione del Melloblocco è volata, nonostante fosse in versione extra-long.
Quest’anno più che mai la Valle e l’organizzazione dell’evento sono riuscite a realizzare un raduno veramente incredibile. Saranno stati la qualità dei boulder di gara, sarà l’aver incontrato tanti amici che si vedono poche volte in un anno, sarà il clima di entusiasmo che si respira ma a mio parere è stata una delle più belle edizioni che io ricordi. Ma partiamo un po’ dall’inizio.

-Day one, Lunedì 29 Aprile

Dopo aver preparato il mio super furgone e messo dentro tutto il materiale per la settimana, a metà pomeriggio parto in direzione Val Masino. Faccio il mio arrivo al centro polifunzionale, il cuore e centro logistico della manifestazione, alle 19 e 30. Incontro già i primi amici che sono lì da qualche giorno. Mi sudano le mani e la voglia di arrampicare è veramente troppa. Non penso di riuscire ad aspettare fino a domani. Detto, fatto! Prendo il mio crash-pad e insieme a due amici mi dirigo verso il primo blocco gara. Dopo una veloce ricognizione dei passaggi parto e mi ritrovo sulla difficile ribalta finale mezza bagnata uscendone però vincitore. La “giornata” di arrampicata decido di concluderla lì, ora c’è posto solo per per qualche birra in compagnia.

-Day two, Martedì 30 Aprile

La voglia di arrampicare e di stare all’aria aperta sfuma con l’incessante pioggia. L’unica soluzione per scalare è dirigersi verso un altro blocco gara che è stato coperto e permette dunque di scalare nonostante la pioggia. Il blocco si chiama “Nona misura”, una bellissima traversata su piatti con difficile ristabilimento. Il primo tentativo lo desidero provare flash, quindi parto deciso, faccio tutta la traversata abbastanza agilmente e arrivo alla ribalta che mi ferma ad un passo dalla salita. Dopo altri due tentativi mi ritrovo anche sopra questo sasso. Pure oggi la giornata arrampicatoria finisce presto perché tutti gli altri passaggi gara sono ancora bagnati.

-Day three, Mercoledì 1 Maggio

foto Gianluca Bosetti

Finalmente la valle comincia a popolarsi e anche il sole fa la sua comparsa. I sassi sono ancora bagnati e quindi è necessario aspettare un po’ di ore prima di poter iniziare ad arrampicare. Nel pomeriggio faccio visita ad un altro passaggio “Toy boy”, una fessura strapiombante con pochi appoggi e passaggi fisici. Dopo aver scovato i segreti di questo blocco parto deciso per un tentativo e cado sulle ultime prese. Dopo un po’ di riposo faccio altri due tentativi mancando per un pelo la salita. Decido di non esagerare e di risparmiare un po’ le energie per il giorno successivo.

-Day four, Giovedì 2 Maggio

Ormai sono entrato nel ritmo giusto. Sveglia alle 10 e 30, colazione abbondante e via a scalare. Ritorno a “Toy boy” per concludere quello che è stato lasciato in sospeso. Dopo un po’ di giri conclusi sempre alle ultime prese, finalmente faccio il tentativo buono e mi ritrovo a festeggiare un’altra salita. Ancora con molte ore di luce a disposizione, con un bel gruppo di amici andiamo in Val di Mello a provare un altro passaggio, “Pedragon”. Dopo alcuni tentativi per trovare i metodi migliori riesco a salire anche questo blocco, portandomi a casa nella stessa giornata due blocchi gara.

-Day four, Venerdì 3 Maggio

Dopo 4 giornate di fila a scalare decido di riposare un po’ e di recuperare le energie per le due giornate conclusive. Passo tutto il giorno a spasso per la valle accompagnando amici a provare i passaggi fatti i giorni precedenti. Mi concedo solo la salita flash del mio quinto blocco gara “Rastaman”.

-Day five, Sabato 4 Maggio

Oggi giornata speciale, tanti sono gli impegni che mi aspettano, ma pensando alla scalata tanti sono ancora i boulder da risolvere. Insieme a Gabri e Jacopo mi dirigo al blocco di Brown Sugar. Dopo un po’ di tentativi solo Gabri risolve il passaggio. Dopo qualche ora di pausa mi dirigo a un altro blocco gara “Climb for life”. Sotto i consigli di Riccardo e Giulio parto deciso e risolvo flash anche questo blocco.
La giornata di scalata finisce qui ma tanti avvenimenti mi aspettano ancora.
Nel pomeriggio infatti grazie all’iniziativa Admo in collaborazione con l’organizzazione del Melloblocco riesco ad essere tipizzato e quindi sostenere un progetto sociale di fondamentale importanza. Cosa vuol dire? Perché è molto importante?
La donazione del midollo osseo al contrario della donazione del sangue ha una bassissima compatibilità, (1 su 100.000 persone). Si capisce chiaramente quindi quanto sia importante prendere parte a questa reta sociale per cercare di salvare una vita. La tipizzazione è molto semplice e viene eseguita con una raccolta di saliva.
Nel momento in cui si risulti compatibili veniamo chiamati al prelievo con due diverse possibili modalità: prelievo dal sangue periferico, o dal sangue midollare. Niente di spaventoso e di pericoloso, ma un semplice gesto che può salvare la vita ad una persona.

Foto Spini BigUp

Finalmente è arrivata sera: dopo tanto lavoro va in scena il nostro film sul viaggio in Spagna. L’agitazione è tanta ma dopo una breve presentazione il film fila via liscio e sembra proprio che sia piaciuto. Tanti gli applausi e tanti i complimenti. Per chi se lo fosse perso e abbia voglia di rivederlo la prossima serata sarà a Lecco il 26 maggio nella rassegna ‘Monti Sorgenti’.

La serata continua invece con il super party del Melloblocco, con tanta musica, birra e sano divertimento. Che dire un ottimo conclusione di serata.

-Day six, Domenica 5 Maggio

Per la serie alla sera leoni al mattino coglioni, oggi mi sveglio a fatica, ma nonostante questo non voglio lasciare andare questa stupenda giornata di sole. Dopo qualche blocchetto di riscaldamento in Val di Mello, salgo a Vibrasound, un altro bellissimo blocco gara.

foto Spini BigUp

Dopo qualche tentativo sono costretto a fermarmi a causa di un fastidioso buco sul dito indice. Si corre quindi al centro polifunzionale per la premiazione finale.
Dopo tutti questi giorni di scalata concludo la manifestazione con sei blocchi gara.
Ultimi saluti e ultimi brindisi con gli amici di La Sportiva e si riparte per tornare a casa.

foto La Sportiva

Che dire!?!? Melloblocco veramente riuscito. L’organizzazione è stata perfetta, i blocchi gara sono stati di grande qualità, le numerose iniziative in ogni serata hanno permesso numerosi svaghi. Il meteo che prevedeva solo acqua ha regalato 3-4 giorni di sole e buone temperature.
Non rimane che dare un arrivederci alla Valle e al Melloblocco al 2014!!!!

MELLOBLOCCO….ARRIVO!!

Ciao a tutti,nemmeno il tempo di disfare le valigie dall’ultimo viaggio che sono di nuovo pronto per un’altra avventura. Questa settimana sarò al Melloblocco, (http://www.melloblocco.it),  il famoso e conosciuto raduno di sassisti in Val Masino. Un’occasione per ritrovare molti amici e condividere insieme la semplicità e la gioia di salire alcuni boulder.

Speriamo che il tempo sia dalla nostra e che ci lasci veramente vivere al massimo la stupenda valle che fa da sfondo alla manifestazione.

Moltissime sono le iniziative e le serate organizzate che arricchiranno la qualità dell’evento 2013.

E ci sono anch’io.

Sabato 4 maggio, alle 21, verrà presentato il film girato e montato da Mauro Giordani sul mio Trip Spagnolo con Gabriele Moroni.

Il film racconta i momenti salienti del nostro viaggio con un ritmo sostenuto e divertente. Quindi non mancate.

Al Melloblocco oltre i soliti sponsor come La Sportiva, sarà presente anche C-Lover, azienda con cui collaboro e che trasforma furgoni e mezzi in vere e proprie case con le ruote per persone che cercano una vita free e all’avventura.
Non potete mancare….

Franken experience

Ciao a tutti,

i 10 giorni trascorsi in Franken sono letteralmente volati. La motivazione alla partenza era veramente grande e le vie che avevo in mente di provare erano tante. Al nostro arrivo il clima era veramente rigido, infatti i primi due giorni le temperature erano vicine allo zero e i boschi del Franken erano ancora ricoperti di bianco dalla neve scesa abbondate negli ultimi mese. Il primo giorno faccio da subito un paio di tentativi sulla mitica Wallstreat, il primo 8c al mondo salito nel 1987. Il difficile boulder che da il grado alla via mi ferma nel tentativo, ma lascio comunque i rinvii per provare a salirla i giorni successivi. Concludo comunque la giornta salendo il bellissimo e corto (3 spit) 8b di Boiling Point. Dopo i primi due giorni di scalata con buona aderenza la meteo è cambiata bruscamente, la pioggia alternata a poche ore di sole con caldo umido ci accompagnerrà per tutto il periodo della trasferta impedendoci così di scalare come volevamo. La maggior parte dei settori e tiri della foresta erano impraticabili e abbiamo dovuto accontentarci di visitare solo pochi settori che rimanevano asciutti o che si asciugavano pià rapidamente. In particolare abbiamo fatto visita al settore Bärenschlucht, un bellissimo muro con vie corte e verticali su prese piccole e dolorose. Qui riesco nella salita di Klondike cat 8c e la salita flash di un 8b/b+ Queel dich du sau una bellissima via caratterizzata da una prima parte molto intensa con un muro finale su monoditi. Mi dedico anche alla salita di altre vie come Nightmare 8b, Plan B, e altre vie più facili. Le giornate nonostante fossero climaticamente negative sono volate complice soprattutto la bella compagnia.Purtroppo le vie che volevo provare a causa della meteo rimangono ancora progetti ma al più presto quando la meteo sarà più clemente ritornerò a confrontarmi con queste piccole vie di assoluta bellezza e qualità. Presto sarà messo on-line il filmato girato da Matteo Pavana in arte Vertical Eye che racconterà di questa esperienza in Franken insieme a Gabriele Moroni e ad altri amici Italiani.

La prossima settimana invece sarò impegnato nella famosa manifestazione in Val Masino, il Melloblocco. In quella occasione, nella serata di Sabato 4 Maggio insieme a Gabriele Moroni, presenteremo  il film sul nostro Trip Spagnolo. Qui di seguito il trailer del nostro film.

Non mancate!!!

Ringrazio Vertical Eye per la gentile concessione delle foto.

FRANKENJURA TRIP

Ciao a tutti,

finalmente il bel tempo sembra che stia arrivando e le temperature primaverili non fanno altro che aumentare il desiderio di roccia e di nuove vie dure da provare.Nelle prossime settimane allora in compagnia di alcuni amici sarò impegnato in un breve trip in Frankenjura, una catena montuosa nel land Baviera in Germania. Negli anni 90 il Frankenjura e gli arrampicatori locali hanno contribuito notevolmente allo sviluppo e al processo evolutivo dell’arrampicata estrema, da questa falesia infatti sono i nati i primi 8c e in particolare il primo 9a al mondo Action Direct. Già alcuni anni fa avevo fatto visita a queste falesie insieme a Gabriele Moroni, ed ero rimasto colpito dalle bellezza delle vie e dalla foresta che caratterizza questa località, e quella volta mi ero promesso di tornare. Finalmente quel giorno è arrivato e quindi si parte, un po’ di giorni da dedicare esclusivamente alla scalata e a provare quelle vie storiche che hanno fatto sognare molti arrampicatori nel tempo…Sarà da divertirsi.

In questo viaggio oltre a Gabriele Moroni, ormai local del Franken, verrò accompagnato anche da Matteo Pavana in arte Vertical Eye http://www.theverticaleye.blogspot.it/ che si occuperà della parte video e foto.

Stay tuned

ITALIAN LIFE

Ciao a tutti,

sono passate un po’ di settimane dal mio ultimo aggiornamento. Il mal tempo dell’ultimo periodo non mi ha permesso di scalare molto all’esterno e quindi ho potuto concentrarmi di più sull’allenamento.La settimana scorsa grazie a tre giorni di bel tempo e grande aderenza ho deciso di trascorrre alcuni giorni in Ticino, insieme a Gabriele Moroni e altri amici di Vicenza, per sfruttare così le buoni condizioni climatiche e divertirmi salendo qualche boulder.

Il primo giorno abbiamo fatto visita alla bellissima Val Verzasca nell’area boulder di Brione. Qui riesco a salire in giornata e in pochi tentativi tre 8a: Fake Pamplemousse, Pamplemousse e Frogger. Sono tutti passaggi a 4 stelle su un granito veramente eccezionale. La valle non presenta una grande densità di sassi, però la qualità dei boulder e del granito obbliga una visita!!

Il secondo giorno invece facciamo visita alla zona boulder di Chironico. Anche qui riesco a realizzare in pochi tentativi lo storico 8a di Fred Nicol “Serre moi fort”.Il terzo e ultimo giorno invece andiamo alla super classica area boulder del Ticino, Cresciano. Dopo un veloce riscaldamento decido di provare un bellissimo blocco fisico di 8a/a+, Frank’s wild year. Dopo un po’ di tentativi vado vicino alla salita cadendo all’ultima presa di questo super blocco fisico. La stanchezza dei giorni precedenti e dei tentativi non mi permettono di chiudere qualche altro boulder. Dopo questi bellissimi tre giorni in compagnia è ora di tornare a casa.

Quest’ultimo week end invece sfruttando solo il sabato di bel tempo decido di salire in quel di Arco e fare ritorno alla falesia di Nago insieme agli amici Trentino e a Gabriele Moroni. Nago è sempre stata sempre una falesia di riferimento per i gradi medi ma soprattutto molto gettonata e affollata. Negli ultimi mesi grazie alla motivazione e la visione di Markus Bock (il super local del Frankenjura), sono nate molte nuove vie molto dure e soprattutto molto corte e boulderose. Già qualche week end fa ero venuto con l’intento di provare una nuova via Bucking Bronco un bellissimo 8c+ di 6 spit, ma in quell’occasione non ero riuscito nella salita. Sabato quindi arrivo in falesia motivato per concludere ciò che avevo lasciato in sospeso, ma le abbondanti piogge delle ultime settimane non mi hanno permesso di realizzare la via proprio per la presenza dilcune prese bagnate e sfuggenti che rendevano la via veramente molto piu dura…Still a project!!!Gabri invece che aveva già salito il mio progett realizza al secondo tentativo l’8c di Ghost Rider. Decido dunque di provare anche io la via. Dopo un giro di ricognizione, parto deciso. La via presenta subito in entrata un duro boulder di 7c blocco che supero abbastanza agevolmente. Dopo un buon riposo si riparte con un bel movimento dinamico e una parte finale di resistenza. Arrivo in catena abbastanza sorpreso di essere riuscito a realizzare al secondo tentativo questa via a 5 stelle.

Il brutto tempo previsto ancora per le prossime settimane mi costringerà a molte sedute di allenamento, sperando in un aprile di bel tempo!!

Stay tuned!

 

THE START OF NEW SEASON

Ciao a tutti,
gli ultim due mesi in Spagna hanno messo fine alla lunga stagione iniziata a fine Gennaio dell’anno scorso.
E’ stato un anno molto lungo ed intenso sia per quanto riguarda l’arrampicata ma anche per tutto il resto (studio, lavoro ecc).
Anche se ho avuto poco tempo a disposizione, con la dedizione e la motivazione sono riuscito a raccogliere molte soddisfazioni.
Se nelle gare non sono riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati, sicuramente per la falesia è stato veramente un anno magico concluso con questi due intensi mesi di scalata.
Ecco qui tutti i video che raccontano di questa bellissima esperienza.

Le due ultime settimane trascorse in Italia, mi sono dedicato al riposo e a riorganizzare le idee per partire alla grande per la nuova stagione che si prospetta. L’unica giornata che ho messo le scarpette ai piedi sono andato a fare visita all’ area boulder di Lagundo, scalando e salendo qualche blocco in tranquillità e spensieratezza. In pochi giri mi aggiudico le salite di Jump un 7c+ su liste, e un bellissimo spigolo di 8a The Egyptian Arete. Anche se l’area boulder offre una bassa quantità di passaggi, ci sono delle linee e dei problemi che meritano veramente di essere saliti.

Per quest’anno molti sono i progetti in mente e le vie dure da salire ancora di più. Sarò anche impegnato in alcune serate di presentazione del film sul viaggio in Spagna per raccontare con le immagini tutto ciò che è accaduto nei due mesi.
In base allo stato di forma e alle scelte della Federazione Italiana spero ancora di prendere parte alle gare Internazionali che sicuramente sono molto stimolanti per continuare ad allenarsi duramente.
Il maggior tempo a disposizione mi permetterà di visitare molte più falesie e di viaggiare molto di più e di chiudere magari i conti in sospeso con qualche tiro in giro per il mondo!!
Stay tuned!